Wall Street continua a correre, grande balzo di Hewlett Packard, bene anche Marvell Technology

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Petrolio, Iran e Federal Reserve ci ricordano che i rischi non sono scomparsi anche se gli indici sono a livelli record

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Wall Street continua a macinare record

Martedì sia il Dow Jones sia l'S&P 500 hanno aggiornato i massimi storici, confermando una fase di straordinaria forza per il mercato americano.

L'S&P 500 arriva da otto sedute consecutive di rialzo e, se dovesse chiudere positivamente anche questa settimana, metterebbe a segno la decima settimana consecutiva di guadagni, una sequenza che non si vedeva dal 1985.

Wall Street continua a correre, grande balzo di Hewlett Packard, bene anche Marvell Technology

Dietro il rally c'è soprattutto un fattore: l'intelligenza artificiale.

Ogni giorno emergono nuovi segnali che confermano come la corsa agli investimenti in data center, semiconduttori, infrastrutture energetiche e cloud computing sia ancora nelle fasi iniziali.

Il mercato sembra avere una convinzione sempre più forte: l'AI non è una moda passeggera ma una trasformazione strutturale dell'economia globale.

Hewlett Packard Enterprise accende l'entusiasmo sul settore AI

La protagonista della giornata è stata Hewlett Packard Enterprise, che ha registrato un rialzo di circa il 26%, il maggiore della sua storia recente.

Il gruppo ha pubblicato risultati superiori alle attese e soprattutto ha anticipato di due anni il raggiungimento dei propri obiettivi finanziari di lungo termine.

Il messaggio lanciato dal management è stato molto chiaro: la domanda per server e infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale continua a crescere a ritmi superiori alle previsioni.

La reazione positiva si è immediatamente estesa a tutta la filiera.

Super Micro Computer ha guadagnato circa il 6%, mentre numerose società legate ai data center e all'hardware per l'AI hanno beneficiato del clima favorevole.

Anche Microchip Technology è salita di circa il 6% dopo avere migliorato le proprie prospettive sui ricavi legati ai data center. Un altro segnale che conferma come la domanda non sia concentrata solo sui grandi nomi come Nvidia ma coinvolga un ecosistema sempre più ampio.

Alphabet raccoglie 80 miliardi: la corsa agli investimenti accelera

La notizia forse più importante è arrivata da Alphabet.

La società ha annunciato un piano per raccogliere fino a 80 miliardi di dollari destinati all'espansione delle proprie infrastrutture AI, inclusi nuovi data center, capacità cloud e investimenti hardware.

Il titolo ha reagito con una flessione di circa il 2,5%, segnale che il mercato teme l'impatto diluitivo dell'operazione, ma il messaggio di fondo resta estremamente rialzista.

Quando una delle aziende più grandi e profittevoli del pianeta decide di raccogliere una cifra di queste dimensioni per investire nell'intelligenza artificiale, significa che la battaglia competitiva nel settore è tutt'altro che conclusa.

La sensazione è che stiamo assistendo a una fase simile a quella vissuta durante la costruzione delle reti Internet negli anni Novanta o delle infrastrutture elettriche nel secolo scorso. La differenza è che oggi la velocità degli investimenti è molto più elevata.

Marvell, Nvidia e la nuova geografia dell'AI

Tra i protagonisti della giornata anche Marvell Technology, che ha guadagnato oltre il 26% dopo che Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, l'ha definita durante il Computex di Taipei la prossima potenziale "società da mille miliardi di dollari".

Un'affermazione che ha immediatamente acceso l'entusiasmo degli investitori.

Marvell è una delle aziende più esposte alla crescita dei data center AI e beneficia direttamente della continua espansione della capacità di calcolo richiesta dai nuovi modelli generativi. Non a caso Nvidia aveva già investito circa 2 miliardi di dollari nella società lo scorso marzo.

Anche il tema energetico continua a essere centrale. I giganteschi consumi elettrici richiesti dai nuovi data center stanno creando opportunità per società specializzate nella generazione e nella gestione dell'energia.

In questo contesto Generac Holdings ha beneficiato dell'annuncio di un accordo globale per la fornitura di generatori di backup a un importante operatore hyperscale.

Non tutte le notizie sono positive

Non tutti i titoli hanno però partecipato al rally.

Oracle ha perso quasi il 4%, risentendo delle crescenti pressioni competitive nel mercato delle infrastrutture cloud e AI.

Ancora più pesante la flessione di Intuit, che ha ceduto oltre il 10% dopo il downgrade di Goldman Sachs.

Si tratta di un promemoria importante: anche in un mercato fortemente rialzista, la selezione dei titoli continua a fare la differenza.

Iran, petrolio e geopolitica: il rischio resta sul tavolo

Sul fronte macroeconomico e geopolitico, il mercato continua a vivere una situazione apparentemente paradossale.

Da un lato cresce l'ottimismo per i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha dichiarato che i colloqui stanno procedendo rapidamente e il Segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che Teheran avrebbe accettato di discutere aspetti del proprio programma nucleare che in passato rifiutava di affrontare.

A sostenere il sentiment contribuiscono anche le notizie provenienti dal Libano, dove è stato annunciato un cessate il fuoco parziale tra Hezbollah e Israele.

Di conseguenza il petrolio ha corretto parte dei forti rialzi registrati nelle sedute precedenti.

Tuttavia il rischio geopolitico resta elevato. Gli investitori sono consapevoli che una nuova escalation potrebbe riportare rapidamente il greggio verso livelli incompatibili con una rapida discesa dell'inflazione.

La Fed resta il principale ostacolo al rally

Ed è proprio qui che emerge il principale fattore di rischio per Wall Street.

La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha dichiarato che la Federal Reserve potrebbe addirittura essere costretta a valutare ulteriori rialzi dei tassi qualora le pressioni inflazionistiche dovessero intensificarsi.

I mercati monetari hanno ormai quasi completamente eliminato la possibilità di tagli dei tassi nel corso del 2026 e iniziano lentamente a prezzare una probabilità crescente di ulteriori interventi restrittivi.

A complicare il quadro contribuiscono anche le recenti decisioni dell'amministrazione Trump sui dazi. Il presidente ha firmato un provvedimento che modifica alcune tariffe della Sezione 232 su acciaio e alluminio, riducendo dal 25% al 15% i dazi su diversi prodotti industriali e macchinari.

Wall Street continua a credere nella grande scommessa dell'AI

È forse questo l'aspetto più sorprendente dell'attuale fase di mercato.

Wall Street continua a segnare nuovi record nonostante i tassi rimangano elevati, il debito pubblico americano abbia superato il 100% del PIL e la Federal Reserve mantenga un atteggiamento molto prudente.

La spiegazione è probabilmente una sola.

Gli investitori ritengono che la rivoluzione dell'intelligenza artificiale possa generare nei prossimi anni una crescita della produttività sufficientemente forte da compensare il peso dei tassi elevati, delle tensioni geopolitiche e dell'aumento del debito pubblico.

Finché questa convinzione resterà dominante, il mercato continuerà probabilmente a premiare tutte le società coinvolte nella costruzione della nuova infrastruttura dell'economia digitale.

Ma più le valutazioni salgono, più diventa importante che le promesse dell'AI si traducano in risultati concreti.

Per il momento, Wall Street continua a credere che accadrà.

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