Wall Street tra Fed sotto pressione e boom dell’AI: un nuovo equilibrio per i mercati
pubblicato:Semiconduttori e data center al centro del ciclo: crescita strutturale dell’AI, ma con valutazioni e rischi in aumento

Il quadro dei mercati statunitensi resta dominato da due grandi forze contrapposte: da un lato l’attesa per la Federal Reserve, dall’altro l’inarrestabile spinta del settore tecnologico legato all’intelligenza artificiale.
La combinazione di questi fattori sta producendo un mercato fortemente direzionale, ma anche sempre più selettivo.
Fed sotto pressione politica, tassi fermi ma clima teso
Gli investitori sono ampiamente concordi nel ritenere che la Fed manterrà i tassi invariati nella prossima riunione. Tuttavia, la decisione arriva in un contesto eccezionalmente delicato, segnato dalle pressioni politiche dell’amministrazione Trump: dall’indagine penale che coinvolge Jerome Powell, al tentativo di rimozione del governatore Lisa Cook, fino alla prospettiva della nomina del successore di Powell già a maggio.
Questo clima alimenta interrogativi sull’indipendenza della banca centrale, un tema che i mercati osservano con attenzione crescente. Il consenso si sta inoltre spostando verso l’idea che la pausa nei tagli dei tassi possa protrarsi oltre marzo e aprile, riducendo le aspettative di un rapido allentamento monetario.
Finora, però, il mercato azionario sembra aver assorbito bene queste incertezze, grazie alla forza degli utili e al traino del comparto tecnologico.
Tecnologia e semiconduttori: il cuore del rally
Il vero protagonista resta il settore tech, con l’S&P 500 che supera per la prima volta la soglia dei 7.000 punti e il Nasdaq vicino a nuovi record storici.
La velocità del rally è impressionante: sono bastati nove mesi per passare da 5.000 a 6.000 punti e ancora meno per rompere quota 7.000, a conferma di quanto l’AI sia diventata il principale driver di rischio e rendimento.
ASML rappresenta un caso emblematico
In questo contesto, ASML rappresenta un caso emblematico. Il gruppo olandese ha registrato ordini record nel quarto trimestre (13,2 miliardi di euro), quasi il doppio rispetto all’anno precedente e ben oltre le attese.
La domanda è trainata dagli investimenti massicci dei produttori di chip – da TSMC a Samsung e Micron – che stanno ampliando la capacità produttiva per sostenere l’esplosione di data center e applicazioni AI.
Nonostante ciò, il titolo ha mostrato prese di profitto dopo il rally iniziale, complice una valutazione elevata (circa 46 volte gli utili attesi 2026) e le domande degli analisti sulla capacità di ASML di soddisfare una domanda così intensa.
La decisione di tagliare posti dirigenziali per reinvestire su ingegneria e innovazione va letta come un segnale strategico: ridurre la complessità organizzativa per sostenere un ciclo di crescita strutturale.
AI, data center e filiera dei chip: crescita diffusa ma non uniforme
Il rally non riguarda solo i “giganti” dell’AI come Nvidia, ma si sta estendendo a tutta la filiera dei semiconduttori.
Titoli come Intel, Micron, Texas Instruments, Microchip Technology e Seagate hanno beneficiato di guidance solide, a dimostrazione che la domanda dei data center AI sta spingendo anche segmenti meno visibili, come chip analogici, memorie e storage.
In particolare, Texas Instruments ha mostrato come l’AI non sia solo una storia di GPU avanzate, ma anche di gestione dell’energia e conversione dei segnali, elementi fondamentali nei data center.
Tuttavia, emergono anche criticità strutturali: anni di investimenti hanno compresso il ritorno sul capitale, e la sostenibilità della crescita dipenderà dalla capacità di trasformare l’espansione degli impianti in utili stabili.
Prospettive di settore: entusiasmo sì, ma con maggiore selettività
Nel complesso, le prospettive per il settore tecnologico e dei semiconduttori restano positive, soprattutto nel medio-lungo periodo. La guidance di ASML al 2030 – ricavi tra 44 e 60 miliardi e margini lordi fino al 60% – conferma una visione strutturalmente rialzista.
Anche il backlog vicino ai 39 miliardi di dollari indica una visibilità rara nel settore.
Tuttavia, il contesto sta diventando più complesso:
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valutazioni elevate rendono il mercato più sensibile a qualsiasi delusione sugli utili
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i rischi geopolitici e commerciali (export ban verso la Cina, potenziali dazi) restano un fattore di incertezza
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la capacità produttiva potrebbe diventare il vero collo di bottiglia nei prossimi anni
In sintesi, il mercato sta entrando in una fase in cui l’AI non è più solo una narrativa, ma deve dimostrare ritorni economici concreti e sostenibili. Il settore resta il principale motore dei listini USA, ma la selezione dei titoli – tra chi ha pricing power, backlog e capacità industriale e chi rischia di rimanere schiacciato dagli investimenti – sarà sempre più decisiva.
I rischi sotto la superficie
Nonostante l’euforia, il quadro non è privo di rischi:
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valutazioni elevate, soprattutto sui leader di mercato
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colli di bottiglia produttivi, che potrebbero rallentare le consegne
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tensioni geopolitiche, in particolare sulle esportazioni verso la Cina
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rischio di over-investment, se la domanda finale di AI dovesse crescere meno delle attese
Inoltre, il ruolo della Cina resta ambiguo. È ancora il principale mercato per ASML nel 2025, ma il peso è destinato a ridursi sensibilmente nel 2026 a causa delle restrizioni USA.
Questo implica una riallocazione geografica della domanda, non una sua scomparsa, ma introduce frizioni e incertezze.
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