Webuild, azioni in rialzo dopo il recente contratto con Anas

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana, per il general contractor il lotto 1 della Statale SS106 vale € 531 mln

Webuild, azioni in rialzo dopo il recente contratto con Anas

Webuild in netto rialzo lunedì: il titolo ha guadagnato il 2,41% a 3,574 euro. I prezzi si sono mossi tra 3,44 e 3,574.

Webuild continua a rafforzare il proprio profilo industriale e finanziario, confermando una dinamica di crescita solida e visibile, elemento che sostiene le valutazioni positive degli analisti.

Equita SIM ha ribadito la raccomandazione Buy e il prezzo obiettivo a 4,5 euro, alla luce soprattutto del nuovo ordine annunciato venerdì dal gruppo.

Webuild si è infatti aggiudicata il lotto 1 della Strada Statale SS106 Jonica, un progetto strategico commissionato da ANAS (gruppo FS Italiane), dal valore complessivo di 531 milioni di euro, pari a circa il 4% dell’order intake.

Il contratto prevede la realizzazione di circa 17 km di nuova strada statale, con opere di elevata complessità ingegneristica: 15 viadotti e 3 cavalcavia (per circa 3 km complessivi) e una galleria artificiale a doppia canna di 1,4 km.
L’impatto occupazionale è rilevante, con fino a 500 addetti coinvolti tra personale diretto e indotto.

Questo progetto si inserisce in un contesto più ampio: sulla SS106 Jonica Webuild realizzerà complessivamente circa 55 km di nuova arteria, mentre il terzo megalotto, intervento chiave per il collegamento dei litorali jonici di Calabria, Basilicata e Puglia, ha già raggiunto circa l’80% di avanzamento, con 1.200 persone impiegate e una filiera produttiva molto estesa, in larga parte locale.

Sempre in Calabria, il gruppo si è recentemente aggiudicato anche il raddoppio Paola–Cosenza sulla linea AV Salerno–Reggio Calabria, commissionato da RFI, con la realizzazione di oltre 22 km di nuova linea e della galleria Santomarco (15 km), a ulteriore conferma del ruolo centrale di Webuild nello sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno. 

Nel complesso, con quest’ultima aggiudicazione salgono a 20 i progetti in corso nel Sud Italia, isole comprese, per un valore complessivo di circa 16 miliardi di euro, con 9.500 occupati e 7.500 fornitori coinvolti dall’inizio dei lavori. Una massa critica che garantisce continuità operativa e visibilità pluriennale.

Dal punto di vista delle valutazioni, Equita evidenzia multipli ancora contenuti:

  • EV/EBIT adjusted 3,5x–3,4x (2026–27)

  • P/E adjusted 8,1x–7,6x, livelli che appaiono attraenti rispetto alla qualità del backlog e al profilo di rischio.

Il quadro positivo è condiviso anche da Banca Akros, che di recente ha confermato la raccomandazione Accumulate e il target price a 4,1 euro, richiamando anche la commessa internazionale per l’estensione della Red Line della metro di Riyadh, dal valore complessivo di 2,75 miliardi di dollari, con una quota Webuild pari a 830 milioni di dollari.

In sintesi, Webuild continua a combinare:

  • forte acquisizione di nuovi ordini,

  • diversificazione geografica tra Italia e grandi progetti internazionali,

  • valutazioni ancora moderate rispetto alla visibilità del backlog.

Elementi che spiegano il consenso costruttivo degli analisti e rafforzano l’idea di un titolo ben posizionato per intercettare il ciclo infrastrutturale dei prossimi anni.

Webuild, prezzi in assestamento dopo una forte correzione

Il grafico di Webuild mostra una fase di assestamento dopo il forte movimento correttivo partito dai massimi in area 4,30–4,35 euro. La discesa è stata ordinata e ha riportato i prezzi fino in area 3,15–3,20 euro, livello da cui è poi partito un rimbalzo che, pur senza grande accelerazione, ha consentito al titolo di allontanarsi dai minimi e di entrare in una fase più costruttiva.

Dal punto di vista della struttura tecnica, la fase correttiva ha disegnato una configurazione riconducibile a un testa e spalle rovesciato, quindi di natura rialzista, con la testa sui minimi in area 3,15–3,20 euro e due spalle laterali in area 3,40–3,50 euro.

La neckline è stata superata il 15 dicembre, segnalando il completamento della figura, e successivamente testata dall’alto con un classico return move il 20 gennaio, movimento che ha rafforzato la valenza del breakout. La tenuta della neckline in fase di pullback conferma il progressivo esaurimento della pressione in vendita e suggerisce che il mercato stia lavorando a una base di consolidamento post-breakout, compatibile con uno scenario di graduale recupero

La media mobile esponenziale a 50 giorni, dopo essere stata violata durante la correzione, sta ora appiattendosi e viene nuovamente avvicinata dai prezzi. È un segnale tipico di una fase di transizione: il titolo non è ancora tornato in un vero trend rialzista, ma nemmeno mostra una dinamica chiaramente ribassista. Piuttosto, sembra voler costruire una base di accumulazione.

Nel breve periodo, Webuild si muove all’interno di una fascia leggermente crescente, con massimi e minimi poco distanti tra loro.

Finché i prezzi resteranno sopra l’area 3,35–3,40 euro, il rimbalzo dai minimi potrà essere considerato valido. Il vero spartiacque resta però la zona di 3,15–3,20 euro: solo una discesa sotto questi livelli riaprirebbe scenari più negativi.

Sul lato opposto, la resistenza chiave si colloca in area 3,70–3,75 euro. Un superamento deciso di questa fascia rappresenterebbe un segnale importante, perché implicherebbe il recupero delle principali resistenze di breve e aumenterebbe la probabilità di un’estensione del movimento verso livelli più ambiziosi.

In sintesi, Webuild si trova in una fase di equilibrio: il trend rialzista precedente è stato interrotto, ma la correzione sembra aver trovato un punto di stabilizzazione. Il mercato ora attende un segnale chiaro: o una rottura al rialzo delle resistenze per confermare la ripartenza, oppure una violazione dei supporti per riaprire una fase correttiva. Finché questo non accade, lo scenario resta quello di una congestione costruttiva, più da osservazione che da azione impulsiva.

STM, avvio di ottava in marginale rialzo dopo un'ottava volatile

Marginale rialzo per STMicroelectronics in avvio di ottava, con i prezzi che dopo una prima fase di scambi in rosso hanno risalito la china attestandosi in chiusura a quota 24,105 (+0,37%). Il titolo è reduce da una settimana piuttosto volatile, caratterizzata da un primo rialzo in scia ai risultati dell'ultimo trimestre 2025 ed alla guidance del primo trimestre 2026, migliori delle attese secondo Equita e JP Morgan.

Il broker italiano ha sottolineato che i dati confermano il recupero di ricavi e redditività in atto mentre la banca americana ha previsto un miglioramento del consensus sull'utile operativo 2026.

Ma la fase positiva si è ben presto esaurita, giusto il tempo di far registrare ai prezzi nuovi massimi da ottobre a 26,22 euro prima che tornassero in massa i venditori a causa delle incertezze sul comparto automotive, che copre il 38% dei ricavi di Stm, circostanza che ha ricacciato le quotazioni fin sotto ai 23,00 euro da cui si è poi sviluppata la reazione di ieri.

Da segnalare intanto che il gruppo ha completato ieri l'acquisizione del business dei sensori MEMS di NXP. Annunciata nel luglio 2025 e adesso pienamente approvata dagli enti regolatori, questa transazione focalizzata su prodotti relativi alla sicurezza e non per l'automotive e su sensori per applicazioni industriali, allarga il raggio d'azione globale di ST nei sensori. Il business così acquisito dovrebbe apportare un contributo di circa 45 milioni di dollari nel primo trimestre 2026 in termini di ricavi.

STM, segnali negativi in caso di cedimento dei 22,8 euro

Graficamente il superamento in area 24,80 della parte alta del canale che guida il ribasso dai top di luglio avrebbe potuto rappresentare una svolta nello scenario grafico, ma come era accaduto a novembre, sulla parte inferiore del canale, quando i prezzi erano scesi per un solo giorno al di sotto di essa per poi rientrarvi e muoversi con decisione al rialzo, anche in questa occasione il titolo ha fornito un falso segnale, tornando all'interno del canale il giorno successivo.

Cosa attendersi ora? La violazione di area 22,80 rappresenterebbe un segnale negativo per il titolo, preludio ad un ampliamento della correzione con primo target a 22,20 e successivi a 21,30 e 20,30 circa, dove sono presenti i gap up del rialzo di dicembre.

Solo il superamento di area 25,10 allenterebbe le tensioni prospettando una ripresa più duratura verso 26,85 e 28,40, con resistenze intermedie tra 26,20 e 26,65 euro.

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