Alphabet da record: ricavi oltre 400 miliardi, ma l’AI frena il titolo after hours

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Alphabet: capex di AI fino a 185 miliardi nel 2026. Wall Street applaude i numeri, ma resta prudente sui margini

Alphabet da record: ricavi oltre 400 miliardi, ma l’AI frena il titolo after hours
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Alphabet: conti record, AI al centro, ma il mercato guarda ai costi

Nel after hours, Alphabet ha ceduto circa l’1,5–2%, nonostante risultati trimestrali e annuali di assoluto rilievo. Il motivo non è nei numeri – solidissimi – ma nelle prospettive di investimento sull’intelligenza artificiale, che continuano a pesare sulle valutazioni di breve periodo.

Nel quarto trimestre, Alphabet ha registrato un balzo dei ricavi del 18%, raggiungendo quasi 114 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti. L’utile netto è salito del 30% a 34,5 miliardi, mentre l’EPS è cresciuto del 31% a 2,82 dollari, anch’esso superiore alle stime.

Su base annua, il gruppo ha segnato un traguardo storico: ricavi record a 403 miliardi di dollari nel 2025, la prima volta sopra quota 400 miliardi, con profitti per circa 132 miliardi.

I motori della crescita restano chiari

  • Digital advertising, che continua a dimostrare resilienza nonostante la concorrenza AI;

  • Google Cloud, protagonista assoluto del trimestre, con ricavi a quasi 18 miliardi e una crescita del +48% YoY, spinta dalla corsa globale allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale.

Ed è proprio l’AI il cuore della strategia – e delle preoccupazioni del mercato. Alphabet ha annunciato capex per 175–185 miliardi di dollari nel 2026, quasi il doppio rispetto ai 91–93 miliardi del 2025.

Una cifra enorme, che conferma l’ambizione del gruppo ma solleva interrogativi su ritorni, tempi e pressione sui margini.

Google sembra aver ritrovato slancio con il lancio di Gemini 3

Sul fronte tecnologico, Google sembra però aver ritrovato slancio. Con il lancio di Gemini 3 a novembre, l’azienda ha compiuto un salto di qualità che, secondo benchmark di settore, ha portato il modello a superare ChatGPT e altri concorrenti in termini di capacità complessiva. L’app Gemini conta ora 750 milioni di utenti mensili, in crescita dai 650 milioni di ottobre.

Il confronto resta aperto: ChatGPT rimane leader per diffusione (circa 800 milioni di utenti settimanali), mentre Claude di Anthropic eccelle nel coding, ma Gemini 3 viene sempre più visto come uno strumento trasversale, adatto a un’ampia gamma di utilizzi.

Chrome resta a Google

Importante anche il contesto regolatorio. Alphabet ha recentemente evitato sanzioni antitrust più severe nel caso sulla ricerca online: il giudice ha vietato l’esclusiva come motore di ricerca predefinito, ma ha respinto misure drastiche come la cessione di Chrome.

Una decisione interpretata da Wall Street come un esito favorevole, anche perché preserva l’accordo con Apple (oltre 20 miliardi di dollari l’anno). Restano però aperti i procedimenti sul monopolio nella pubblicità digitale, con possibili rimedi ancora da definire.

Alphabet continua a macinare utili e ricavi record

In sintesi, Alphabet continua a macinare utili e ricavi record, rafforzando la propria posizione nel cloud e nell’AI. Il titolo, dopo un +65% nel 2025 e il raggiungimento della valutazione di 4.000 miliardi di dollari, entra ora in una fase in cui il mercato chiede prove concrete di monetizzazione dell’AI, più che nuove promesse.

Il business è solidissimo, ma il prossimo driver borsistico sarà la capacità di trasformare questi investimenti colossali in crescita sostenibile degli utili.

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