Bitcoin sotto pressione: rotti i supporti, ma forse il mercato entra nella fase finale del ciclo ribassista

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Il prezzo scivola ai minimi da novembre 2024 tra liquidazioni record e vendite su titoli crypto e miner

Bitcoin sotto pressione: rotti i supporti, ma forse il mercato entra nella fase finale del ciclo ribassista

La pressione ribassista sul mercato delle criptovalute si è intensificata nelle ultime sedute, con Bitcoin che è sceso sotto la soglia dei 73.000 dollari, toccando il livello più basso dal 6 novembre 2024, quando i prezzi gravitavano in area 68.900 dollari.

Si tratta, di fatto, dei livelli più depressi dalla vittoria elettorale di Donald Trump nel novembre scorso, evento che aveva inizialmente alimentato una fase euforica sull’intero comparto crypto.

Nella seduta più recente, Bitcoin è arrivato a perdere oltre il 6%, scivolando in area 77.450 dollari, mentre Ether ha accusato un ribasso ancora più violento, -8,5% a 2.140 dollari.

Il movimento ha confermato come, nelle fasi di stress, la volatilità resti strutturalmente più elevata sulle altcoin rispetto al token guida.


Effetto leva e liquidazioni: il prezzo del panico

La brusca accelerazione ribassista è stata amplificata dalle liquidazioni forzate.

Secondo CoinGlass, negli ultimi giorni il mercato ha visto oltre 2,5 miliardi di dollari di posizioni liquidate, a testimonianza di un posizionamento ancora eccessivamente esposto alla leva finanziaria.

Questo aspetto è cruciale: non si tratta solo di vendite “razionali”, ma di smontaggio tecnico di posizioni speculative, che tende a rendere i movimenti più rapidi e disordinati, soprattutto in prossimità dei supporti chiave.


Titoli crypto e blockchain: vendite diffuse

Il ribasso di Bitcoin si è riflesso immediatamente sull’equity legato alle criptovalute:

  • Coinbase Global: -7%

  • Strategy (ex MicroStrategy): -8%, sui minimi dal settembre 2024

  • Miner di Bitcoin sotto pressione:

    • Riot Platforms -2%

    • MARA Holdings -5%

    • Bit Digital -4% circa

  • Titoli legati all’ecosistema Ethereum:

    • BTCS -5%

    • Bitmine Immersion Technologies -6%

    • Sharplink Gaming -7%

Pesanti anche gli ETF:

  • ProShares Bitcoin Strategy ETF e iShares Bitcoin Trust ETF: -4%

  • iShares Ethereum Trust ETF: -6%

Nel complesso, il mercato azionario sta prezzando una compressione dei margini, della redditività e della leva operativa delle società più esposte al prezzo delle criptovalute.


Il quadro di medio periodo: -40% dal massimo storico

Con il movimento recente:

  • Bitcoin perde circa il 15% da inizio anno

  • Il drawdown dal massimo storico di 126.223 dollari (ottobre 2025) è ora di circa -40%

Sono passati circa 120 giorni dal top ciclico, e la dinamica dei prezzi ha ricalcato con una precisione sorprendente tempi e struttura del mercato ribassista del 2022.

Ma qui il parallelismo inizia a diventare pericoloso se preso alla lettera.

Storicamente, i drawdown dei bear market precedenti hanno superato il 70%, ma da ciclo a ciclo l’intensità della correzione tende a ridursi.

Questo suggerisce che il mercato potrebbe essere più vicino a una fase di esaurimento che non all’inizio di un nuovo collasso.


Halving, cicli e timing

Un elemento chiave resta la ciclicità post-halving:

  • Storicamente, il massimo di mercato si è formato circa 80 settimane dopo l’halving

  • Il minimo ciclico tende ad arrivare intorno alle 130 settimane, il che proietterebbe un possibile bottom verso settembre

Tuttavia, diversi indicatori anticipatori suggeriscono che il minimo potrebbe arrivare prima, soprattutto osservando:

  • l’arbitraggio relativo con i metalli preziosi

  • il comportamento del rapporto BTC/Oro


BTC/Oro: un segnale da non ignorare

Il rapporto tra Bitcoin e oro è uno di quegli indicatori che raramente finiscono nei titoli di giornata, ma che diventano decisivi proprio quando il mercato attraversa fasi delicate come quella attuale. Non misura semplicemente se Bitcoin sale o scende, bensì qualcosa di più profondo: la preferenza degli investitori tra rischio e protezione. In altre parole, indica se il mercato sta premiando l’asset più speculativo o quello rifugio per eccellenza.

A differenza del prezzo di Bitcoin in dollari, che risente in modo diretto della forza del biglietto verde, della liquidità e della leva finanziaria, il rapporto BTC/Oro filtra gran parte di questo rumore. È per questo che, storicamente, ha spesso fornito segnali più puliti nei momenti di transizione tra una fase di mercato e l’altra. Nei cicli precedenti, il dato ricorrente è stato chiaro: Bitcoin ha smesso di scendere rispetto all’oro prima di segnare il minimo definitivo in termini nominali.

Il rapporto BTC/Oro è importante perché racconta ciò che il prezzo in dollari non dice: quando la paura smette di crescere in termini relativi, spesso il peggio è già stato visto. E quando questo accade, il mercato inizia a costruire — lentamente e senza clamore — le basi del ciclo successivo.

Il rapporto BTC/Oro è entrato in una fase discendente dalla fine della scorsa settimana, segnando lo scoppio di una bolla speculativa che si era gonfiata nell’ultimo trimestre del 2025.

Dal punto di vista tecnico:

  • il rapporto è entrato nella 59ª settimana di mercato ribassista, una durata che nel 2022 coincise con il minimo finale

  • ha già ritracciato circa l’80% dell’intero ciclo rialzista precedente, esattamente come avvenne nel punto di minimo del 2022

Il rapporto BTC/Oro va letto come un segnale di transizione, non come un punto di arrivo. Anche se la volatilità resterà elevata e il prezzo potrà ancora muoversi in modo nervoso, la fase più distruttiva della correzione sembra alle spalle: in termini relativi stiamo entrando in una zona di valore strategica.

Il mercato non sta più vivendo una fuga disordinata dal rischio, ma una ricalibrazione più lenta e selettiva.


Perché questa volta è diverso

Nel 2022 il mercato crypto era travolto da:

  • stretta monetaria brutale

  • fallimenti sistemici (FTX, Celsius, ecc.)

  • crollo della fiducia e assenza di backstop istituzionali

Oggi il contesto è radicalmente diverso:

  • infrastrutture più solide

  • maggiore liquidità istituzionale

  • ETF regolamentati

  • mercato più profondo e meno fragile

Per questo, pur seguendo pattern ciclici simili, è improbabile che Bitcoin replichi l’intensità finale del bear market 2022.


Conclusione

Il mercato sta probabilmente entrando nella fase finale correttiva di questo ciclo.
Anche se non si può escludere un affondo ulteriore, il drawdown massimo atteso appare più coerente con una fascia 60.000–70.000 dollari, non inferiore.

In altre parole:
👉 la volatilità resta elevata,
👉 la paura è reale,
👉 ma la struttura del mercato suggerisce un finale più breve, più ordinato e meno distruttivo rispetto al passato.

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