Il Nasdaq trema: l’intelligenza artificiale passa da motore del rally a fattore di rottura
pubblicato:Il sell-off non nasce da tassi o macro, ma dal timore che le nuove AI stiano erodendo il “moat” storico del software

La seduta di ieri a Wall Street non è stata una semplice giornata di prese di profitto sul comparto tecnologico.
È stata qualcosa di più profondo: un improvviso cambio di percezione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’economia digitale.
Il Nasdaq Composite ha chiuso in calo dell’1,4%, mentre il Nasdaq 100 ha perso circa l’1,5%, con le vendite che si sono intensificate bruscamente nel primo pomeriggio americano.
L’S&P 500 ha limitato le perdite (-0,8%) e il Dow Jones Industrial Average ha mostrato una relativa tenuta (-0,3%), segnalando che il problema non era “il mercato” ma un segmento ben preciso.
L’innesco: l’AI che mette in discussione il software
Il catalizzatore del sell-off non è arrivato dalla macroeconomia, né dai tassi, né dalla Fed.
È arrivato dal cuore stesso della narrativa che negli ultimi anni ha sostenuto Wall Street: l’intelligenza artificiale.
Il lancio di nuovi strumenti di produttività AI da parte di Anthropic, in particolare le funzionalità avanzate del modello Claude e del suo ambiente operativo “Cowork”, ha acceso una miccia che covava da tempo.
Per la prima volta, il mercato ha iniziato a chiedersi seriamente:
E se l’AI non fosse solo un acceleratore della domanda di software… ma un suo diretto sostituto?
Non più AI come “feature” integrativa, ma AI come agente autonomo, capace di:
- •
scrivere codice complesso
- •
analizzare database
- •
redigere documenti legali
- •
svolgere ricerche e compiti ripetitivi senza supervisione umana
Questo ha colpito il concetto stesso di moat del software: ricavi ricorrenti, contratti “sticky”, barriere all’uscita.
La reazione del mercato: colpiti i “sistemi di record”
Le vendite non sono state indiscriminate, ma chirurgiche.
A finire sotto pressione sono state le società il cui valore si fonda su licenze, database, servizi informativi e piattaforme di lavoro intellettuale.
I titoli più colpiti includono:
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fornitori di dati e servizi legali
- •
software finanziari e fiscali
- •
piattaforme di gestione e analisi
Il messaggio implicito del mercato è stato brutale:
Se un’AI può replicare in autonomia ciò che fai, il tuo pricing power non è più scontato.
Il crollo di PayPal (-20%) ha poi amplificato il movimento, aggiungendo una componente di earnings risk e ricordando agli investitori che, dopo anni di crescita facile, le guidance contano di nuovo.
Il contagio ai fondi: quando l’AI colpisce la finanza indiretta
Il sell-off non si è fermato alle società quotate.
È rapidamente arrivato anche ai gestori di private equity e private credit, fortemente esposti al software negli ultimi dieci anni.
Società come Ares, KKR, Blue Owl e Blackstone sono state penalizzate perché:
- •
hanno finanziato acquisizioni di software
- •
hanno puntato sul modello dei ricavi ricorrenti
- •
hanno costruito portafogli basati sulla “stabilità” del software
Ma se il software entra in una fase di disruption strutturale, anche il valore dei collateral e dei flussi attesi viene rimesso in discussione.
Non è un problema di liquidità.
È un problema di valutazione del rischio di lungo periodo.
Un paradosso di mercato
Il giorno del crollo del Nasdaq ha mostrato un paradosso interessante:
- •
Palantir è salita di quasi il 7% grazie ai risultati
- •
i semiconduttori (Nvidia, Broadcom) sono scesi, ma meno del software
- •
altri mercati globali (Giappone, Corea del Sud, India) hanno chiuso in forte rialzo
Questo suggerisce che non siamo in una fase di risk-off globale, ma in una rotazione interna molto selettiva.
L’AI continua a essere vista come un megatrend.
Ma non tutti ne saranno vincitori.
La chiave di lettura
Il movimento di ieri è stato un reset narrativo.
Per anni il mercato ha premiato il software con multipli elevati perché:
- •
scalabile
- •
ad alta marginalità
- •
difficilmente sostituibile
Ora entra una nuova variabile: la velocità dell’innovazione AI.
Se il ritmo del cambiamento è così rapido da superare la capacità degli incumbent di adattarsi, allora:
- •
i moat si restringono
- •
i contratti diventano meno “eterni”
- •
il rischio di disruption entra nei modelli di valutazione
Ed è esattamente questo che il Nasdaq ha iniziato a prezzare.
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