Il Nasdaq trema: l’intelligenza artificiale passa da motore del rally a fattore di rottura

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Il sell-off non nasce da tassi o macro, ma dal timore che le nuove AI stiano erodendo il “moat” storico del software

Il Nasdaq trema: l’intelligenza artificiale passa da motore del rally a fattore di rottura

La seduta di ieri a Wall Street non è stata una semplice giornata di prese di profitto sul comparto tecnologico.

È stata qualcosa di più profondo: un improvviso cambio di percezione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’economia digitale.

Il Nasdaq Composite ha chiuso in calo dell’1,4%, mentre il Nasdaq 100 ha perso circa l’1,5%, con le vendite che si sono intensificate bruscamente nel primo pomeriggio americano.

L’S&P 500 ha limitato le perdite (-0,8%) e il Dow Jones Industrial Average ha mostrato una relativa tenuta (-0,3%), segnalando che il problema non era “il mercato” ma un segmento ben preciso.


L’innesco: l’AI che mette in discussione il software

Il catalizzatore del sell-off non è arrivato dalla macroeconomia, né dai tassi, né dalla Fed.

È arrivato dal cuore stesso della narrativa che negli ultimi anni ha sostenuto Wall Street: l’intelligenza artificiale.

Il lancio di nuovi strumenti di produttività AI da parte di Anthropic, in particolare le funzionalità avanzate del modello Claude e del suo ambiente operativo “Cowork”, ha acceso una miccia che covava da tempo.

Per la prima volta, il mercato ha iniziato a chiedersi seriamente:

E se l’AI non fosse solo un acceleratore della domanda di software… ma un suo diretto sostituto?

Non più AI come “feature” integrativa, ma AI come agente autonomo, capace di:

  • scrivere codice complesso

  • analizzare database

  • redigere documenti legali

  • svolgere ricerche e compiti ripetitivi senza supervisione umana

Questo ha colpito il concetto stesso di moat del software: ricavi ricorrenti, contratti “sticky”, barriere all’uscita.


La reazione del mercato: colpiti i “sistemi di record”

Le vendite non sono state indiscriminate, ma chirurgiche.
A finire sotto pressione sono state le società il cui valore si fonda su licenze, database, servizi informativi e piattaforme di lavoro intellettuale.

I titoli più colpiti includono:

  • fornitori di dati e servizi legali

  • software finanziari e fiscali

  • piattaforme di gestione e analisi

Il messaggio implicito del mercato è stato brutale:

Se un’AI può replicare in autonomia ciò che fai, il tuo pricing power non è più scontato.

Il crollo di PayPal (-20%) ha poi amplificato il movimento, aggiungendo una componente di earnings risk e ricordando agli investitori che, dopo anni di crescita facile, le guidance contano di nuovo.


Il contagio ai fondi: quando l’AI colpisce la finanza indiretta

Il sell-off non si è fermato alle società quotate.

È rapidamente arrivato anche ai gestori di private equity e private credit, fortemente esposti al software negli ultimi dieci anni.

Società come Ares, KKR, Blue Owl e Blackstone sono state penalizzate perché:

  • hanno finanziato acquisizioni di software

  • hanno puntato sul modello dei ricavi ricorrenti

  • hanno costruito portafogli basati sulla “stabilità” del software

Ma se il software entra in una fase di disruption strutturale, anche il valore dei collateral e dei flussi attesi viene rimesso in discussione.

Non è un problema di liquidità.
È un problema di valutazione del rischio di lungo periodo.


Un paradosso di mercato

Il giorno del crollo del Nasdaq ha mostrato un paradosso interessante:

  • Palantir è salita di quasi il 7% grazie ai risultati

  • i semiconduttori (Nvidia, Broadcom) sono scesi, ma meno del software

  • altri mercati globali (Giappone, Corea del Sud, India) hanno chiuso in forte rialzo

Questo suggerisce che non siamo in una fase di risk-off globale, ma in una rotazione interna molto selettiva.

L’AI continua a essere vista come un megatrend.
Ma non tutti ne saranno vincitori.


La chiave di lettura

Il movimento di ieri è stato un reset narrativo.

Per anni il mercato ha premiato il software con multipli elevati perché:

  • scalabile

  • ad alta marginalità

  • difficilmente sostituibile

Ora entra una nuova variabile: la velocità dell’innovazione AI.

Se il ritmo del cambiamento è così rapido da superare la capacità degli incumbent di adattarsi, allora:

  • i moat si restringono

  • i contratti diventano meno “eterni”

  • il rischio di disruption entra nei modelli di valutazione

Ed è esattamente questo che il Nasdaq ha iniziato a prezzare.

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