Ex Bonus Renzi, quanto e quando spetta nel febbraio 2026

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
3 min

Il Trattamento integrativo – questo il nome della misura oggi – è arrivato a un massimo di 100 euro al mese ed è una delle misure più importanti di contrasto del cuneo fiscale. Ecco a chi tocca, come si calcola e quando viene pagato

Ex Bonus Renzi, quanto e quando spetta nel febbraio 2026

Da anni ormai la cronaca denuncia in Italia la crisi dei salari e del potere d’acquisto dei lavoratori. Uno strumento fondamentale di queste analisi è il cuneo fiscale, ossia la differenza tra il costo di uno stipendio per un datore di lavoro e il salario netto percepito dal dipendente.
L’Italia ha un cuneo fiscale tra i maggiori dell’area Ocse, nel 2024 tra il 35,4% delle famiglie al 47,1% per i single. L’ultimo outlook del 2025 dell’organizzazione parigina sul lavoro ha confermato che il nostro Paese ha il triste primato della peggiore dinamica salariale tra le grandi economie: tra il primo trimestre del 2021 e l’inizio del 2025 in media la paga oraria reale italiana è diminuita del 7,5%

In questo contesto ogni strumento di politica fiscale teso a rilanciare i salari e il loro potere di acquisto guadagna un’attenzione particolare e un particolare valore strategico.

Così si mettono in luce strumenti come l’assegno unico o il taglio dell’Irpef, ma c’è una misura che merita un rilievo particolare nel contrasto del cuneo fiscale: l’ex Bonus Renzi, un incentivo nato nel lontano 2014 con i famosi 80 euro al mese e ridisegnato e ripristinato in vari modi negli anni.

Dal 2020 questo contributo a sostegno dei redditi più bassi è cresciuto a 100 euro al mese e nel frattempo ha cambiato denominazione diventando il Trattamento integrativo, anche se molto spesso la cronaca fa riferimento a questo provvedimento con il termine di ex Bonus Renzi.

Ex Bonus Renzi, come funziona il Trattamento integrativo

Il Trattamento integrativo viene riconosciuto automaticamente in busta paga dal datore di lavoro, quando se ne integrano i requisiti.
Il riferimento normativo attuale per questo contributo è il Decreto-Legge n.3 del 5 febbraio 2020, che già dal quell’anno riconosceva un trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di 600 euro annui elevati poi a 1.200 euro dall’anno 2021, quindi proprio a 100 euro al mese.

In realtà sono previste almeno tre fasce di reddito lordo principali che influiscono sull’importo dell’assegno.

  • Per i redditi annuali lordi fino a 15.000 euro, è riconosciuto il trattamento integrativo pieno a € 1.200 euro, ossia € 100 al mese. In realtà esiste una condizione: l’imposta lorda determinata sulla base dei redditi di lavoro dipendente e assimilati sia superiore a € 1.880 (detrazione redditi da lavoro dipendente ex art. 13, c. 1, lettera a del TUIR, cioè € 1.955, da cui si sottraggono € 75)

  • Per redditi compresi tra 15.000 euro e 28.000 euro, il contributo viene calcolato come differenza tra le detrazioni fiscali cui il lavoratore ha diritto e l’IRPEF lorda a carico del lavoratore medesimo. Fino al massimo di 1.200 euro l’anno

  • Per i redditi superiori a 28.000 euro non è previsto alcun trattamento integrativo sul reddito.

Ex Bonus Renzi, a chi tocca

La misura del Trattamento integrativo è rivolta

  • ai titolari di redditi di lavoro dipendente, alle pensioni di ogni genere o agli assegni equiparati ai trattamenti previdenziali;

  • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente previste dal testo unico in materia di imposte sui redditi (TUIR).

Ex Bonus Renzi, quando verrà pagato nel febbraio 2026

Essendo il Trattamento integrativo pagato con la busta paga, la data di ricezione del contributo varia con la data abituale di versamento dello stipendio.

In busta paga il contributo figura generalmente con la voce “Trattamento integrativo L. 21/2020” oppure con la sigla “TIR”.

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