BFF Bank in rosso dopo la profonda revisione delle stime
pubblicato:La banca del factoring avvia un pesante derisking da 95 milioni di euro e taglia le stime sull'utile rettificato 2026 da 240 a 160 milioni. Le deleghe dell'ad Belingheri passano a Sica nominato direttore generale. L'azione in pesante calo. Ecco cosa è successo

Seduta da dimenticare per BFF Bank. Ancora nel primo pomeriggio il titolo dell’istituto specializzato nel factoring e nella gestione dei crediti con la pubblica amministrazione segna un pesante calo del 40,19% a 4,83 euro dopo aver toccato in mattinata un minimo a 4,106 euro su livelli che non si vedevano dal 2020.
BFF Bank, il taglio delle stime per il 2026
Tutto deriva da due comunicati diffusi dall’istituto prima dell’avvio delle contrattazioni di oggi. In essi una profonda revisione delle stime e delle prospettive della banca.
In particolare il gruppo ha deciso un taglio della guidance 2026 sull’utile netto rettificato che passa da 240 milioni di euro circa a 160 milioni di euro. Questo si traduce in un budget 2026 che sconta un utile per azione quest’anno non più a 1,3 euro, ma soltanto a 0,8 euro per azione.
Cresce invece il coefficiente costi/ricavi 2026 adesso atteso sotto il 50% e non più sotto il 40%.
Il Return on Tangible Equity prima indicato per il 2026 a oltre il 40% viene ridimensionato in maniera consistente a circa il 24%
BFF Bank, le deleghe dell'ad passano al nuovo direttore generale Giuseppe Sica
All’impatto delle nuove stime si aggiunge un importante cambiamento al vertice della banca.
L’amministratore delegato Massimiliano Belingheri rimette le deleghe, ma resta nel board come consigliere non esecutivo.
Giuseppe Sica, entrato nel gruppo nel febbraio 2025 come CFO, viene nominato direttore generale e ottiene le deleghe operative rimesse da Belingheri. Nuovi cambiamenti sono previsti a breve con la ricerca di un nuovo direttore finanziario (CFO) per il gruppo.
BFF Bank, il derisking da 95 milioni di euro, impatto su stime e conti
Ma cosa è successo? BFF Bank sta lavorando a una importante cartolarizzazione del proprio portafoglio per la quale ha dato mandato di advisor a J.P. Morgan e PwC Deals Strategy FS.
In questo contesto, ha deciso di rivedere il portafoglio di factoring e oggi ha annunciato delle azioni tese al derisking che hanno imposto accantonamenti e uscite una tantum per complessivi 95 milioni di euro sui dati del 2025.
In particolare BFF ha segnalato accantonamenti da 72,2 milioni di euro attesi nel 2025 per sentenze legali negative su crediti verso il settore pubblico italiano (il 98% delle sentenze considerate è in appello) e a queste voci ha aggiunto un impatto una tantum da 22,4 milioni di euro collegato all’allungamento conservativo delle tempistiche di incasso attese per gli Interessi di Mora.
In questo secondo caso si tratta soprattutto dell’allungamento da 2.100 a 2.400 giorni attesi per l’incasso degli Interessi di Mora.
BFF Bank si aspetta che la piena esecuzione dei decreti ingiuntivi accorci le tempistiche di incasso e conferma un tasso di contabilizzazione per competenza degli interessi di Mora e dell’Indennizzo Forfettario per il Recupero del Credito al 65% (tasso di recupero effettivo nel 2025 al 79%), ma l’impatto una-tantum si attesta comunque a 22,4 milioni di euro.
BFF Bank ha inoltre rivisto la contabilizzazione del patrimonio netto del 2024 riducendolo di 14 milioni di euro rispetto a quanto riportato in precedenza.
Il gruppo segnala anche 53 milioni di euro circa di ricavi fuori bilancio (Interessi di Mora - IdM, Indennizzo Forfettario per il Recupero del Credito e anatocismo) non ancora contabilizzati, ma oggetto di sentenze positive con grado di giudizio definitivo su esposizioni verso il settore pubblico.
Tenendo tutto questo in considerazione BFF Bank stima che l’utile netto rettificato del 2025 si sia attestato a circa 150 milioni di euro, mentre l’utile netto contabile – che comprende queste voci one-off - si dovrebbe porre a circa 70 milioni di euro.
BFF Bank, a novembre la Banca d'Italia ha rimosso le misure restrittive
A inizio novembre 2025 BFF Bank aveva comunicato al mercato la decisione della Banca d’Italia di rimuovere le misure restrittive sulla distribuzione di utili, la corresponsione della parte variabile delle remunerazioni al personale e l’espansione sui mercati esteri. Erano inoltre stati confermati i requisiti di capitale che prevedevano, tra l’altro, un CET 1 ratio al 9%.
BFF Bank si era posta l’obiettivo di pagare dei dividendi solo con un CET 1 ratio oltre il 13% e aveva segnalato 65 milioni di euro in eccesso al 30 giugno rispetto a questa soglia.
BFF Bank era reduce da un periodo ‘complicato’ che aveva visto la Banca d’Italia irrogarle sanzioni per 1,2 milioni di euro per “carenze nell’organizzazione e nei controlli interni con particolare riferimento al rischio di credito” e da 250 mila euro per violazione della normativa in materia di “politiche e prassi di remunerazione e incentivazione”.
Provvedimenti sanzionatori disposti nell’aprile 2024 dopo accertamenti ispettivi condotti l’11 settembre 2023 e il 12 gennaio 2024.
BFF Bank ne aveva parlato in occasione della prima trimestrale del 2024 diffusa il 9 maggio 2024 e nel corso di due sedute aveva perso circa un terzo del proprio valore di Borsa.
Piano piano però i lavori del gruppo sembravano avere indirizzato verso la soluzione il caso e il titolo aveva recuperato a Piazza Affari.
A novembre, poi, il ritiro delle misure restrittive della Banca d’Italia sembrava avere aperto la nuova fase.
Così è probabilmente, anche se la revisione importante annunciata oggi sulle stime per il 2026 e sul portafoglio factoring impone oggi un altro scotto a Piazza Affari.
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