Intesa Sanpaolo, reazione contrastata del titolo a conti e piano
pubblicato:La Banca punta redistribuire 50 miliardi di euro tra dividendi e buyback entro il 2029. Nel 2025 utile netto per oltre 9,3 miliardi (+7,6%) Disciplina dei costi (6.100 persone in meno), tecnologie e prospettiva 'zero NPL' caratterizzano il piano industriale, niente M&A in vista

I risultati del 2025 e il piano al 2029 hanno portato sull'altalena le azioni di Intesa Sanpaolo oggi: dopo un primo affondo a 5,827 euro, il titolo segna nel primo pomeriggio un rialzo dello 0,40% a 5,99 euro. Va segnalato che l’avvio di ottava si era aperto tra diverse incertezze nei mercati globali e diversi grandi gruppi bancari europei traghettavano sui listini queste incertezze del sentiment.
Intesa ha però ribadito una essenziale proposta di stabilità agli operatori e agli investitori confermando l'assenza di prospettive di fusione o acquisizione (M&A) per il gruppo e la focalizzazione sulla crescita organica.
Timori dalle prospettive di un consolidamento che lungo l'asse MPS-Generali? Nessuno, ha affermato il CEO Carlo Messina. Piuttosto un attento lavoro sui prodotti, le persone e i processi, una concentrazione su nuovi fonti di ricavo commissionali che dovranno arricchire il business e trasformare i forti investimenti in tecnologia in utili.
I risultati del 2025 sono sostanzialmente in linea con le attese del mercato, ma hanno battuto ancora una volta i target del Piano 2022-2025: l’istituto guidato da Carlo Messina rivendica quindi resilienza e redditività.
Intesa, la crescita del 2025 in un contesto di tassi in calo
Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha registrato proventi operativi in crescita dello 0,6% a 27,27 miliardi di euro.
In un contesto di tassi d’interesse in calo molto sfidante per una banca commerciale, Intesa ha bilanciato il calo del margine d’interesse del 5,9% a € 14,79 mld con un aumento del 6,3% delle commissioni a 9,98 miliardi e con un miglioramento del risultato dell’attività assicurativa a € 1,81 mld. Giova anche l’aumento del risultato di attività/passività al fair value da 256 a 691 mln.
La variazione dei valori assoluti indica quindi che il venir meno di oltre 900 milioni di margini d’interesse è stato bilanciato per quasi due terzi dalle commissioni e per il 435 milioni dal risultato delle attività al fair value.
La riduzione dello 0,6% dei costi operativi consente un miglioramento della gestione operativa dell’1,5% a 15,77 mld. In un anno si registra però un balzo delle rettifiche di valore nette su crediti da 1,27 a 1,74 miliardi che pesa sulla flessione complessiva del risultato corrente lordo del 2% a 13,46 miliardi.
Il calo di 469 milioni delle imposte sul reddito (in totale 3,58 mld quasi), di 234 mln degli oneri di integrazione (a -353 mln), di 235 mln degli oneri al sistema bancario e assicurativo (a -113 mln) porta l’utile netto a una bella crescita annuale del 7,6% a 9,32 miliardi di euro.
Nel trimestre l’utile netto balza dagli 1,5 miliari dell’ultimo quarto del 2024 a 1,733 miliardi di euro (+15,6%) e vengono in gran parte confermate le dinamiche di sopra, ma con un equilibrio ancor più virtuoso: dal -3% del margine d’interesse (a/a) si passa un +6,8% della gestione operativa (€ 3,3 mld quasi), anche se raddoppiano in pratica le rettifiche di valore nette su crediti a 962 milioni nel periodo.
Intesa, la volontà di restare solidi e l’obiettivo Zero NPL
La solidità patrimoniale, in questo contesto globale carico di incertezze, è stata confermata come uno degli obiettivi principali del gruppo: nel 2025 si registrano ben 648 milioni di euro di rettifiche di crediti per il de-risking.
A fine 2025 Intesa ha un Common Equity Tier 1 ratio al 13,2%, includendo l’impatto di Basile4, il contributo della “riserva extraprofitti” al bilancio pubblico, 3,2 miliardi di euro di acconto dividendi 2025 già pagato a novembre, 3,3 miliardi di saldo dividendi proposto, 2,3 miliardi di euro di buyback che partirà il prossimo luglio 2026.
A fine anno Intesa calcolava 425 miliardi di euro di finanziamenti alla clientela (+0,8%, praticamente un pilastro dell’economia italiana), con deteriorati in calo del 20,9% a 3,89 miliardi e sofferenze tagliate a 790 milioni, lo 0,2% appena dei finanziamenti. Questo aiuta a comprendere una delle espressioni chiave del nuovo piano 2026-2029: “Zero NPL”.
Il gruppo Intesa intende infatti ridurre il costo del rischio (che è dato dal rapporto tra le rettifiche sui crediti e le attività ponderate per il rischio RWA) tramite un presidio digitale dei crediti e sistemi di early warning e di valutazione prospettica e dinamica dei finanziamenti.
Intesa: agli azionisti 50 miliardi in 4 anni tra dividendi e buyback
I macro obiettivi del gruppo comprendono la distribuzione di valore agli azionisti: ben 50 miliardi di euro nel periodo tra il 2025 e il 2029. Significa un payout ratio del 95% degli utili tra quest’anno e il 2029, il 75% dei profitti netti andrà direttamente in dividendi cash e il 20% in buyback, ossia riacquisti di titoli propri (che incoraggiano il valore delle azioni). Dal 2027 in poi si valuteranno ulteriori distribuzioni.
Il dividend yield ipotizzato nel 2026 è superiore al 7%, ai vertici in Europa.
Intesa, il taglio dei costi passa da un forte ricambio generazionale
Intesa punta a portare i proventi operativi netti da 27,3 miliardi nel 2025 a 30,7 mld nel 2029 con una crescita media annua del 3% (CAGR).
I costi operativi nello stesso periodo dovrebbero flettere dello 0,5% l’anno a 11,3 miliardi di euro (200 milioni in meno).
L'utile netto dovrebbe passare da 9,3 a 11,5 miliardi con una crescita media annua composta del 5,45%, ma già nel 2026 il gruppo si attende un utile netto dell'ordine dei 10 miliardi di euro.
Farà parte di questa prospettiva un importante ricambio generazionale che la banca intende realizzare senza impatti sociali: a fine 2025 Intesa contava 3.569 sportelli dei quali 2.646 in Italia, in totale lavorano per il gruppo 90.831 persone.
Entro il 2029 Intesa intende ridurre questo organico di 6.100 persone, bilanciando 12.400 uscite volontarie e naturali con 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030.
Di questi 2.300 saranno global advisor. La consulenza alla clientela dovrebbe così accrescersi di circa 3.700 persone, da 18.550 nel 2025 a 22.250 nel 2029.
L’obiettivo economico è il balzo del risparmio gestito da 562 a 663 miliardi di euro nel 2029, +4,2% di CAGR. Sul conto economico le commissioni nette dovrebbero cresce del 3,8% l’anno fino a 11,6 miliardi a fine piano e il risultato dell’attività assicurativa del 3% quasi fino a 2 miliardi di euro nel 2029.
Intesa, tecnologia, risparmio gestito, commissioni nel nuovo modello di business
La tecnologia di Intesa sarà una componente essenziale del nuovo piano (“Ormai siamo un gruppo tecnologico” ha rivendicato Carlo Messina durante la presentazione agli analisti). Il gruppo prevede di portare gli applicati basati sul cloud dal 64% del 2025 al 100% nel 2029, facendo leva sulla tecnologia cloud-native isytech con importanti risparmi di costi (€ 380 mln a regime, ma che comprendono 280 mln di benefici da uscita/riallocazione di 3.800 persone).
Sarà da verificare l’approccio “Agent-first” che punta l’intelligenza artificiale con l’ambizione di portare dal 30% all’80% nel 2029 le risoluzioni automatiche delle richieste alla clientela. La tecnologia sarà in gran parte internalizzata su fronti come support management, analisi rischi non finanziari, cybersecurity, analisi funzionali, data specialist e IT, con il target di risparmio di costi esterni per 200 milioni di euro.
Ma a parte l’efficienza cosa alimenterà gli obiettivi di crescita dei ricavi?
Come si può intuire dai target commissionali il wealth management sarà un pilastro del piano, la rete di Global Advisor si servirà di strumenti tecnologici come Aladdin di BlackRock, Valore Insieme e strumenti di GenAI, con circa 4.200 Global Advisor nel 2029, Intesa punta a ad avere la terza rete di consulenza finanziaria italiana entro il 2029 e al suo servizio aprirà circa 200 uffici ad hoc in aree ad alto potenziale non servite da filiali Exclusive. Da tutto questo Intesa punta a ottenere oltre 300 milioni di euro di ricavi aggiuntivi entro il 2029.
Anche il Private Banking sarà rafforzato in Italia: private banker e consulenti finanziari dovrebbero passare in arco piano da 7.000 a circa 7.500 e la Divisione Private Banking dovrebbe accrescere il risparmio gestito da 249 a 298 miliardi di euro (CAGR +7%).
Le fabbriche prodotto saranno potenziate, nel ramo vita con interventi su Lifecycle & Longevity e nel danni con la piattaforma di consulenza Robo4Protection e 360 specialisti dalla Banca dei Territori.
Intesa prevede così per Eurizon un balzo delle masse di risparmio gestito da 494 a 578 miliardi di euro con un aumento medio del 4% l’anno.
Le piattaforme dedicate per clienti corporate e istituzionali si avvantaggeranno di innovazioni che dovrebbero far crescere il risultato netto della Divisione Banca Imi Corporate & Investment Banking da 2,0 a 2,5 miliardi di euro (CAGR +5,4%).
Un fronte particolarmente vivace sarà quello del fintech e da Isybank Intesa si aspetta un milione di nuovi clienti entro il 2029, sarò un contributo fondamentale che, insieme a quello della Divisione International Banks, darà un importante apporto all’obiettivo di aumentare i clienti di circa 2,5 milioni di unità entro la fine del piano.
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