Lavoro, gli ultimi numeri dell’INPS su Cassa Integrazione e Naspi

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

Quadro in miglioramento, ma cresce la cassa integrazione straordinaria (quella per le crisi più gravi). Molto positivi i dati dell'ISTAT di novembre su occupati e disoccupati

Lavoro, gli ultimi numeri dell’INPS su Cassa Integrazione e Naspi
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Segnali positivi dal mondo del lavoro: a dicembre le ore di cassa integrazione autorizzate in Italia sono state poco meno di 36 milioni, il 13,1% in meno del dicembre 2024 e il 10% quasi in meno rispetto a novembre.
Cali a doppia cifra, insomma- certifica oggi l'INPS - che inviano un segnale di sollievo su questo fronte. Ma è un segnale da soppesare.

Se si allarga infatti al trimestre lo sguardo e si contano i 130,7 milioni di ore autorizzate, si registra un calo del 10% quasi sullo stesso periodo del 2024, ma un rialzo del 13% sul trimestre precedente.

È stabile invece l’utilizzo di queste ore, il cosiddetto “tiraggio della Cassa integrazione guadagni”, nei primi dieci mesi del 2025 ne sono state usate una su quattro autorizzate, il 25%, in linea con i due anni precedenti.

Cassa integrazione, cala quella ordinaria, aumenta la straordinaria

Se si guarda più in dettaglio la Cassa Integrazione ordinaria (CIGO) registra nel trimestre 66,9 milioni di ore autorizzate, il 27% in più del trimestre precedente, ma il 33% in meno di un anno prima. Si riducono quindi le situazioni di sospensione temporanea del lavoro, dovuti per esempio a temporanee difficoltà economiche, calo di attività produttiva o ristrutturazioni aziendali.

Al contrario la Cassa integrazione straordinaria (CIGS) nell’ultimo trimestre del 2025 mostra un balzo annuale del 47% a 60,7 milioni di ore, di cui 29,3 milioni per solidarietà (+8%). Si tratta di strumenti adottati nelle crisi industriali più gravi, compresi i fallimenti e le procedure concorsuali.
La nota odierna dell’INPS sottolinea che questo balzo è da ricollegare alle note difficoltà del settore metalmeccanico (a partire verosimilmente dall’auto, ndr) fino alle ore autorizzate per solidarietà nel settore delle telecomunicazioni. Sostanzialmente irrilevanti le 1.600 ore di cassa integrazione in deroga di dicembre.

Complessivamente quindi nell’ultimo trimestre del 2025 le ore di cassa integrazione sono diminuite di 14,2 milioni di ore (a 130,7 milioni in totale), ma questo saldo comprende un calo di 33,8 milioni di ore di cassa ordinaria (CIGO) e un aumento di 19,6 milioni di cassa straordinaria (CIGS).

Disoccupazione: Naspi in leggero calo, ecco come funziona

Un numero a parte, ma collegato è quello della NASPI, l’indennità di disoccupazione nata nel 2015: l’INPS ha aggiornato i dati all’agosto 2025 soltanto, quando erano 1.199.521 i beneficiari dell’assegno, quasi 1,2 milioni insomma, ma in leggero calo rispetto all’anno precedente (-0,9%). Si tratta sostanzialmente di un sostegno economico importante per i lavoratori che hanno perso involontariamente l’impiego.

L’acronimo sta per Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego, il pagamento è mensile. L’assegno è pari al 75% dello stipendio medio mensile imponibile a fini previdenziali degli ultimi quattro anni di lavoro, ma si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto di fruizione (dall’ottavo mese per i beneficiari con 55 anni di età almeno). L’importo vale il 75% se la retribuzione è inferiore a una soglia rilevata ogni anno dall’INPS (quella del 2023 è di 1.352,19 euro), ma se la retribuzione supera questo tetto allora l’assegno si riduce al 75% di questa soglia (quindi a poco più di mille euro) cui però va aggiunto il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e la soglia del 1352,19 euro. C’è comunque un tetto massimo (nel 2023 era 1.470,99 euro).

Lavoro, in rosa la fotografia di novembre dell'ISTAT: disoccupazione al 5,7%

Ma uno sguardo al mondo del lavoro deve guardare molto altro. L’Istat ha registrato che a novembre del 2025 erano occupati in Italia 24,188 milioni di persone, 34 mila in meno di ottobre, ma 179 mila in più del novembre 2024. Al contempo i disoccupati erano 1,469 milioni, 30 mila in meno del mese precedente e ben 106 mila in meno del novembre 2024 (un anno prima). Gli inattivi tra 15 e 64 anni, quelle persone che nell’ultimo mese non hanno effettuato neanche un’azione di ricerca attiva dell’occupazione, non sono disponibili a lavorare nelle due settimane successive né inizieranno a lavorare entro tre settimane (sono quindi esclusi dalla forza lavoro), erano ben 12,44 milioni, 72 mila in più che a ottobre 2025, ma 35 mila in meno di un anno prima.

Da un’altra prospettiva significava un tasso di disoccupazione leggermente in calo al 5,7% (sulla forza lavoro) e un tasso di occupazione al 62,6 per cento. I grafici di lungo periodo sono positivi con occupati in crescita costante dal 2021 a oggi, mentre flettono il tasso di disoccupazione e gli inattivi nello stesso periodo.

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