Garlasco, cos'è il "sistema Pavia" e perché due pm hanno rinunciato ai fascicoli dell'inchiesta parallela
pubblicato:Oltre il delitto di Garlasco: cosa riguarda l'inchiesta della Procura di Brescia, cos'è il "sistema Pavia" e perché due pm hanno rinunciato al fascicolo

È delle ultime ore la notizia della rinuncia ai fascicoli del "sistema Pavia" da parte di Claudia Moregola e Chiara Bonfadini, pm della Procura di Brescia, nel contesto dell'inchiesta parallela a quella sul delitto di Garlasco. Si tratta, ricordiamo, dell'indagine a carico dell'ex procuratore capo Mario Venditti iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di corruzione e falso ideologico.
Secondo le prime indiscrezioni Moregola e Bonfadini avrebbero rinunciato a seguito di divergenze di vedute con il procuratore capo di Brescia Francesco Prete, con il quale non avrebbero condiviso la metodologia adottata negli accertamenti sui dispositivi sequestrati. I fascicoli del "sistema Pavia" sono ora passati nelle mani di Donato Grego e Alessandro Bernardi.
Perché due pm hanno rinunciato ai fascicoli
Come precisa il Giornale di Brescia e come anticipato in apertura, le pm Moregola e Bonfadini hanno rinunciato al fascicolo a seguito di divergenze con il procuratore capo Francesco Prete, un declivio di vedute non in merito al contenuto dell'inchiesta ma riferito ai criteri impiegati per gli accertamenti dei dispositivi sequestrati.
La decisione è stata presa a seguito del deposito delle motivazioni da parte della Cassazione, che aveva rigettato i ricorsi da parte della Procura di Brescia contro la decisione del Tribunale del Riesame che aveva disposto la restituzione dei dispositivi sequestrati all'ex procuratore Mario Venditti.
Brevemente, la Cassazione aveva confermato la decisione del Riesame sulla restituzione dei dispositivi di Venditti. Nelle motivazioni, i giudici fanno notare che "la motivazione del sequestro disposto dal pubblico ministero non è stata configurata in modo da rispettare all’origine il canone di proporzionalità perché non individua appositi e circoscritti criteri di selezione".
Quella da parte dei pm è stata una richiesta sproporzionata, quindi, e soprattutto non indicativa dei criteri di selezione sui contenuti dei dispositivi". Da ciò, le due pm hanno scelto di rinunciare all'incarico.
Cos'è il "sistema Pavia"
Il "sistema Pavia" è un'etichetta conferita a un'ipotesi di corruzione e favoritismi tra i pm di Pavia e i privati, nello specifico tra l'ex procuratore Venditti, il pm Pietro Paolo Mazza e imprenditori. Con questo sistema, secondo la Procura di Brescia, la giurisprudenza avrebbe preso direzioni interessate. Ciò sarebbe accaduto anche nel contesto della precedente indagine a carico di Andrea Sempio, aperta nel 2016 e archiviata l'anno successivo.
Le ipotesi di reato parlando di corruzione in atti giudiziari e peculato: i pm di Brescia, infatti, sospettano un utilizzo improprio di risorse della pubblica amministrazione a fini personali.
L'inchiesta parallela al delitto di Garlasco
Si arriva, quindi, alla sommatoria delle inchieste: a Pavia si indaga sul delitto di Garlasco con un nuovo fascicolo aperto nel 2025 a carico di Andrea Sempio. Titolare dell'inchiesta è Fabio Napoleone.
A Brescia si indaga sui retroscena della Procura di Pavia prima dell'arrivo di Napoleone. A proposito di Garlasco, uno dei punti di partenza è stata una perquisizione in casa di Andrea Sempio: all'interno era stato trovato un appunto con delle cifre, annotazioni che - secondo la Procura di Brescia - avrebbero indicato gli importi da corrispondere per chiedere l'archiviazione delle indagini del 2017.
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