Alphabet supera Apple: il mercato incorona il nuovo leader dell’era AI
pubblicato:Apple resta solida ma rallenta sull’AI: la diversa velocità di innovazione ridisegna le gerarchie del Big Tech e apre una nuova fase per i mercati

Alphabet supera Apple per capitalizzazione di mercato
Il sorpasso di Alphabet su Apple per capitalizzazione di mercato va letto come qualcosa di più profondo di una semplice alternanza in classifica: è il segnale di un cambio di leadership narrativa e industriale all’interno del settore tecnologico globale, dopo anni di dominio quasi incontrastato del gruppo di Cupertino.
La chiusura di Wall Street ha sancito il passaggio di consegne: Alphabet ha raggiunto una capitalizzazione di circa 3.880 miliardi di dollari, superando Apple ferma intorno a 3.840 miliardi. Un divario ridotto, ma altamente simbolico, soprattutto perché non si verificava dal 2019.
Ancora più rilevante è il fatto che il movimento non sembri episodico: Apple continua a mostrare debolezza relativa, mentre Alphabet mantiene una traiettoria positiva, sostenuta da flussi e da un consenso crescente del mercato.
Negli ultimi giorni il differenziale di performance è stato evidente: Apple ha perso circa il 5% in una settimana, Alphabet ha guadagnato oltre il 3%.
Ma è guardando al 2025 nel suo complesso che il messaggio diventa chiaro. Le azioni Alphabet hanno chiuso l’anno con un rialzo superiore al 60%, il miglior risultato dal 2009, mentre Apple si è fermata poco sopra il +7%.
Il mercato non sta semplicemente premiando un titolo rispetto a un altro, ma sta riposizionando le aspettative di crescita strutturale.
Il cuore di questo riequilibrio è l’intelligenza artificiale
Il cuore di questo riequilibrio è l’intelligenza artificiale. Alphabet è riuscita a trasformare una fase iniziale di apparente ritardo – dopo l’exploit di OpenAI e ChatGPT – in una vera controffensiva strategica.
La svolta, come raccontato dal Wall Street Journal, arriva nell’estate del 2024, quando un modello di generazione di immagini sviluppato nei laboratori DeepMind ottiene un successo inatteso e virale.
Da lì prende forma un’accelerazione che porta Google a lanciare versioni sempre più avanzate di Gemini, capaci di competere ai massimi livelli globali.
Questa accelerazione non è stata solo tecnologica, ma anche organizzativa e industriale.
Alphabet ha capitalizzato una cultura scientifica profonda, investimenti pluriennali in infrastrutture proprietarie e una riorganizzazione della leadership che ha favorito sperimentazione rapida e time-to-market più aggressivo.
Il coinvolgimento diretto di Sergey Brin ha segnato un ritorno alle origini: meno cautela reputazionale, più enfasi sull’innovazione come vantaggio competitivo.
Alphabet è riuscita a proteggere e rafforzare il proprio core business
Un elemento chiave, spesso sottovalutato, è che Alphabet è riuscita a proteggere e rafforzare il proprio core business. Per anni si è temuto che i chatbot potessero erodere la ricerca online e il modello pubblicitario.
Al contrario, Google ha integrato l’AI dentro la search, trasformando una minaccia in un moltiplicatore di valore. Le AI Overviews, la nuova AI Mode e le versioni a pagamento di Gemini stanno creando nuove linee di ricavo, senza intaccare – almeno per ora – la redditività storica del gruppo.
Vantaggio strutturale decisivo di Alphabet: l’hardware
A questo si aggiunge un vantaggio strutturale decisivo: l’hardware. I chip proprietari TPU e l’ultima generazione Ironwood hanno permesso ad Alphabet di ridurre drasticamente i costi computazionali dell’AI, proprio mentre la domanda di potenza di calcolo esplodeva.
In un contesto in cui l’accesso alla capacità di calcolo è un collo di bottiglia globale, Google si trova in una posizione privilegiata, al punto che le indiscrezioni su una possibile vendita dei suoi chip a terzi hanno avuto riflessi immediati anche sul titolo Nvidia.
Il confronto con Apple, a questo punto, diventa inevitabile ma va letto con attenzione. Apple resta un colosso straordinariamente profittevole, con un ecosistema unico e una base utenti senza pari.
Tuttavia, sul fronte dell’AI generativa appare ancora difensiva e attendista. Il mercato sta iniziando a scontare il rischio che l’innovazione si sposti dal dominio dell’hardware premium a quello delle piattaforme intelligenti e dei modelli di linguaggio, dove Alphabet oggi è percepita come più avanti.
Alphabet sta ora proponendo una narrativa diversa
Il sorpasso in capitalizzazione, quindi, non sancisce una vittoria definitiva, ma racconta una transizione di fase. Per oltre un decennio Apple ha incarnato l’idea di leadership tecnologica come perfezione del prodotto e controllo dell’ecosistema.
Alphabet sta ora proponendo una narrativa diversa: leadership come capacità di adattamento, velocità di innovazione e integrazione dell’AI nel cuore del modello di business.
In sintesi, il mercato sta premiando non solo chi cresce, ma chi dimostra di saper reinventare se stesso sotto pressione.
E oggi, agli occhi degli investitori, Alphabet rappresenta meglio di Apple questa nuova definizione di leadership tecnologica nell’era dell’intelligenza artificiale.
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