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Ryan Air vince, anche gli aiuti del Belgio ad Air France-KLM furono aiuti di Stato

di Giovanni Digiacomopubblicato:

Ennesima bocciatura degli aiuti di Stato alle compagnie aeree durante il Covid, ma quei finanziamenti sono stati restituiti da tempo e in pratica le sentenze sembrano inutili

Ryan Air vince, anche gli aiuti del Belgio ad Air France-KLM furono aiuti di Stato

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Sebbene sia un punto di vista poco gradito ai mercati, la giurisdizione è un aspetto fondamentale anche della finanza. Senza una certezza, almeno putativa, del diritto infatti sarebbe impossibile quel carburante fondamentale del mercato che è la fiducia. Senza poi scivolare troppo nel filosofico, le sentenze fanno mercato molto spesso.

Basti guardare a quel mezzo miliardo quasi che MPS ha guadagnato con le assoluzioni a tappeto dell’ultimo anno abbondante.

Per volare un po’ più in alto si potrebbe ricordare tutto il tema fondamentale del via libera legale agli ETF americani sul Bitcoin, croce e delizia dell’ultimo anno di contrattazioni sulle criptovalute.

Il titolo di Johnson & Johnson ha perso più del 5% il 12 luglio del 2019, quando Bloomberg rivelò l’inchiesta del Dipartimento di Giustizia sui casi di cancro e il talco: può sembrare poco, ma poi il titolo scese ancora e ci mise il resto dell’anno per tornare ai valori di prima.

Senza chiudere comunque il caso che ancora incombe: il 4 aprile 2023 il J&J ha annunciato la sua proposta alla giustizia USA: la controllata del talco LTL Management sarebbe andata in bancarotta, Chapter 11, per non soccombere sotto le cause legali e J&J si impegnava a pagare 8,9 miliardi di dollari in 25 anni per chiudere il caso. Ma un accordo sembra ancora lontano all’inizio di quest'anno e probabilmente si chiuderà con una cifra ancora maggiore.

Ryan Air, Air France, il caso...

Ma l’America è lontana e l’Europa frammentata tra diversi regimi giuridici non sempre coerenti, inoltre è impostata su sistemi totalmente diversi anche se non manca ogni tanto di spunti da legal finance interessanti.

L’ultimo è quello del caso Ryan Air contro Air France KLM (per semplificare), una battaglia dei cieli finita in aula che però richiama il settore più vivace della finanza legale europea, quello della concorrenza e degli aiuti di Stato che fa le fortune e le disgrazie di interi comparti industriali, ma questa volta porta a una sentenza sostanzialmente inutile.

L’altro ieri il colpo di scena: l’ottava sezione del Tribunale UE ha dato ragione a Ryan Air contro la nutrita schiera di Commissione UE, Stato francese, Paesi Bassi, Air France. Vince Dublino insomma: il salvataggio olandese da 3,4 miliardi di euro di Air France-KLM in tempo di Covid fu aiuto di Stato.

Più precisamente lo fu per diverse questioni in punta di diritto e soprattutto per il fatto che presuppose, erroneamente, che un finanziamento tanto consistente a KLM non avrebbe indebitamente favorito tutto il gruppo Air France-KLM.

D’altronde lo scorso dicembre anche i finanziamenti dello Stato francese da 11 miliardi di euro ad Air France erano stati bocciati dalla Corte di giustizia UE come aiuti di Stato.

Dopo l’ultima sentenza Ryan Air festeggia ancora: avete visto, avevamo ragione ora lo Stato Olandese recuperi subito quelle somme ingiustamente elargite e imponga rimedi adeguati; né finisce qui, perché secondo noi durante la Pandemia le compagnie aeree hanno percepito più di 40 miliardi di euro di sussidi pubblici discriminatori e lo dimostrano le sentenze già emesse contro Sas, Lufthansa, Air France-KLM e alcune compagnie aeree italiane.

In realtà i 4,7 miliardi di euro olandesi, specifica in una nota Air France-KLM sono stati ripagati dall’aprile 2023, quindi c’è solo da valutare a questo punto le conseguenze legali dell’ultima sentenza.

Né il titolo di Air France-KLM ha subito particolari danni in Borsa in queste ultime sedute, uno scivolone del 4,4% il 7 febbraio sì, ma niente di preoccupante, già la metà di quel ribasso è rientrata. E come ha ricordato anche Ryan Air, già si è visto in passato.

Ryan Air: compagnie aeree e aiuti di Stato: casi precedenti

Quando lo scorso maggio la Corte di Giustizia Europea ha annullato il via libera della Commissione UE agli aiuti di Stato da 6 miliardi di euro garantiti dalla Germania a Lufthansa durante la pandemia, il titolo ha perso appena l’1,91% in Borsa, ma poi è cominciato un lento declino (per altri motivi) e la vicenda legale è continuata sotto traccia, si ha notizia di un ulteriore ricorso in appello della compagnia tedesca, ma non ci sono novità sostanziali.

Né Ryan Air vince sempre, nel caso sui rinvii di pagamento della tassa sull’aviazione civile e di quella di solidarietà sui biglietti aerei (incentivi erogati in Francia e Svezia in epoca Covid), proprio la compagnia irlandese ha perso di fronte alla Corte di Giustizia UE appena lo scorso novembre.

Sono dinamiche in teoria importanti e potrebbero scuotere forse i titoli, se non fosse che, come visto, anche quando la causa va in porto, spesso il “maltolto” è stato restituito da un pezzo, il mercato alterato, ma è diventata storia e pazienza.

Sarebbe come se ora si aprisse un caso sulla linea di credito da 6,3 miliardi di euro che Intesa fornì a Stellantis nel giugno 2020 e che era all’80% garantita dalla Sace che, come noto, è del Ministero dell’Economia.

Quella linea di credito è stata interamente ripagata in anticipo nel giugno 2022. Non ci sono più vincoli a quanto consta, non fu probabilmente aiuto di Stato, anche se quelle garanzie servirono in quella fase delicata.

Come sembra in questi giorni per gli aiuti temporanei contro la pandemia ogni pretesa di risarcimento o sanzione per eventuali aiuti di Stato sembra destinata a risolversi in una nuvola. La pandemia è passata, gli aiuti pure e le sentenze hanno ormai un valore appena simbolico.

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