Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde il 2,11%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, deprezzatosi dell'1,16% martedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza si è fatta più contrastata virando alla fine in positivo.

L'estrema volatilità del settore dei chip, che già aveva fatto vittime eccellenti nella precedente sessione (Samsung Electronics e Sk Hynix in particolare), lascia spazio in buona parte alle preoccupazioni per il riaccendersi della crisi in Medio Oriente, dopo che gli Usa hanno messo in pratica le loro minacce tornando a bombardare l'Iran nel corso della notte.

Primo effetto è stato un nuovo rally intorno al 3% per il prezzo del petrolio (i future sul Wti in consegna ad agosto avevano già chiuso in rialzo del 2,76% martedì al New York Mercantile Exchange) ma il clima comunque positivo per la regione si è concretizzato in un progresso intorno allo 0,10% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale declino a fronte di un calo di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde il 2,11% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di un deciso 1,37%).

Sul fronte macroeconomico, in giugno i prestiti erogati dagli istituti di credito del Giappone sono saliti del 5,7% annuo come in maggio, a quota 676.138 miliardi di yen, pari a 3.648 miliardi di euro al cambio attuale. Il dato si confronta con la crescita del 5,8% del consensus. Escludendo i trust l'aumento dei prestiti è stato invece del 6,3% annuo contro il 6,2% di maggio.

L'Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato che lo scorso mese l’Economy Watchers corrente (sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori in Giappone in relazione all'attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori) è aumentato ulteriormente su 44,0 punti dai 43,6 punti di maggio (40,8 punti in aprile), contro la crescita su 44,3 punti attesa.

Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite si muove intorno alla parità mentre Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite perdono circa lo 0,10% e l'1,40% rispettivamente. Molto bene invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rally di oltre il 3% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rimbalzo superiore al 4%).

A Sydney è stata dello 0,21% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è ancora una volta di circa 5% il crollo del Kospi. In maggio il surplus della bilancia delle partite correnti della Corea del Sud ha segnato un aumento su 38,61 miliardi di dollari dai 28,29 miliardi di aprile (37,93 miliardi in marzo). Il dato si confronta con l'avanzo di 10,14 miliardi del maggio 2025.

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