Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,25%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta di stop lunedì a Wall Street per il Memorial Day (festività in cui si commemorano i soldati Usa caduti di tutte le guerre), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è contrastata per quanto alla fine complessivamente in positivo. Secondo Donald Trump i negoziati con l'Iran starebbero "procedendo bene" ma a conferma della fragilità della tregua tra Washington e Teheran gli Usa hanno lanciato attacchi (definiti di "difesa") contro obiettivi nel Sud dell'Iran. Il primo risultato di questa ennesima "incertezza" è il recupero intorno al 2% del prezzo del petrolio dopo il crollo registrato lunedì in scia all'ottimismo per la possibile fine del conflitto in Medio Oriente. Il clima comunque rialzista per la regione si concretizza intanto in un progresso intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di quasi lo 0,10% a fronte di un modesto calo per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,25% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,10%). Sul fronte valutario, in aprile il tasso d'inflazione core del Giappone stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è salito sul 2,8% annuo dal 2,5% di marzo, contro il calo sull'1,7% stimato dagli economisti. In marzo l'indice anticipatore del Sol Levante è cresciuto su 114,0 punti dai 113,2 punti di febbraio, contro i 114,5 punti della lettura preliminare. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece salito su 116,4 punti dai 116,2 punti precedenti, sotto ai 116,5 punti del dato flash.

Da inizio 2026 allo scorso 30 aprile la capacità installata di generazione di energia è salita del 14,2% annuo in Cina (a 3,99 miliardi di chilowatt), in rallentamento comunque rispetto al 15,5% del primo trimestre. L'output dal solare è rimbalzato del 26,2% annuo (1,25 miliardi di chilowatt), a fronte della crescita del 22,0% dell'eolico (660 milioni di chilowatt). Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shenzhen Composite perdono circa lo 0,50% e l'1% rispettivamente, contro un rialzo intorno allo 0,10% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300. In positivo Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,20% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita intorno allo 0,60%). A Seoul è di quasi il 3% il progresso di un Kospi su nuovi massimi, mentre a Sydney è stato dello 0,39% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

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