Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,98%
pubblicato:Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,14% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è stata confermata. Al via il summit di due giorni a Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump e finora i riflettori sono tutti sul presidente cinese. Xi ha dichiarato che una questione cruciale è evitare la cosiddetta Trappola di Tucidide (si riferisce alle tensioni tra una potenza emergente e una potenza dominante che spesso portano a una guerra). Xi ha anche sottolineato che Taiwan rimane il tema più importante per le relazioni tra Usa e Cina, che se non venisse gestito correttamente potrebbe spingere i rapporti bilaterali in una situazione davvero "pericolosa". Il clima alle fine in positivo per la regione si concretizza intanto in una crescita intorno allo 0,80% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di uno yen parimenti poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,98% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,03%). Sul fronte macroeconomico, in aprile la massa monetaria M2 è cresciuta in Giappone del 2,3% annuo, in accelerazione rispetto al 2,0% di marzo, attestandosi a 1.295.400 miliardi di yen (7.004 miliardi di euro). La lettura si confronta con il progresso dell'1,9% del consensus. La massa monetaria M3 è invece salita dell'1,6% contro l'1,4% precedente.
Complessivamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,60% e lo 0,70% rispettivamente, contro un declino intorno allo 0,90% per lo Shenzhen Composite. Contrastata invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,10% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove comunque poco sotto la parità). A Sydney è stato dello 0,12% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è di oltre l'1% l'espansione del Kospi. Samsung Electronics ha segnato un rally superiore al 5% in intraday, su nuovi massimi storici, dopo lo scivolone di mercoledì legato a una controversia che rischia di scatenare uno dei più grandi scioperi nella storia dell'azienda. Il sindacato ha minacciato uno sciopero di 18 giorni a partire dal 21 maggio se le sue richieste non saranno soddisfatte. Come nota la Cnbc, potrebbero essere oltre 41.000 i lavoratori pronti ad aderire all'astensione.
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