Asia-Pacific contrastata. Per il Nikkei 225 rally del 3,14%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,54% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza rialzista è stata complessivamente confermata anche se si è fatta più contrastata. Mentre Donald Trump manda segnali di ottimismo sulla risoluzione negoziale del conflitto in Medio Oriente, i riflettori si spostano sul Giappone e, in particolare, sui dati relativi alla bilancia commerciale di aprile. Le esportazioni dal Sol Levante sono cresciute del 14,8% annuo, in accelerazione rispetto all'11,5% di marzo e sopra al 9,3% del consensus. La performance è stata sostenuta in particolare dal rimbalzo del 41,6% registrato dall'export di semiconduttori. E SoftBank Group è decollata del 19,84% sul listino, dopo che la trimestrale di Nvidia nella notte ha restituito fiducia agli investitori sulla sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale. Il clima decisamente positivo per la regione si concretizza intanto in una espansione di quasi il 3% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di circa lo 0,10% fronte di un indebolimento di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 chiude in rally del 3,14% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,64%). Sul fronte macroeconomico, in marzo gli ordinativi di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) sono saliti in Giappone del 5,9% annuo, in frenata rispetto al rimbalzo del 24,7% di febbraio ma sopra al progresso del 4,5% del consensus. Su base sequenziale rettificata stagionalmente gli ordini sono crollati del 9,4% contro il precedente incremento del 13,6% e il declino del 7,7% stimato dagli economisti. In maggio l'indice Pmi Jibun Bank del Sol Levante, stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank, è invece calato su base preliminare su 54,5 punti dai 55,1 punti di aprile, confermandosi comunque per il quinto mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione.

Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1,40% e lo 0,70% rispettivamente, contro una flessione intorno all'1,60% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,70% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un calo superiore all'1%). A Sydney è stato dell'1,47% il guadagno dell'S&P/ASX 200, mentre a Seoul è di oltre l'8% il rimbalzo del Kospi, che beneficia della spinta in arrivo da Nvidia ma anche dell'annuncio di una tregua tra management e sindacato che ha portato allo stop del previsto sciopero di 18 giorni che poteva coinvolgere fino a 47.000 lavoratori di Samsung Electronics (parimenti in rally di oltre l'8%). Lavoratori che voteranno tra il 22 e il 27 maggio per decidere se approvare l'accordo raggiunto in extremis tra le parti.

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