Asia-Pacific è contrastata. Nikkei 225 in rialzo dello 0,59%
pubblicato:Dopo un'altra seduta di netto recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,52% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo si è fatta maggiormente contrastata mentre tra gli investitori permangono preoccupazioni sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
Come prevedibile il ministero degli esteri di Teheran ha smentito per l'ennesima volta Donald Trump, che a inizio settimana aveva anticipato una nuova tornata di negoziati tra le parti a Doha. In Qatar una delegazione di Washington è effettivamente arrivata ma tratterà solo con i mediatori. Non sono infatti previsti incontri diretti con i diplomatici iraniani. L'andamento altalenante per la regione si concretizza in un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove intorno alla parità.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in progresso di circa lo 0,10% a fronte di una contrazione di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,59% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,42%).
Sul fronte macroeconomico, nel secondo trimestre 2026 l’indice Tankan stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è cresciuto su 22 punti dai 17 punti del primo (16 punti nell'ultimo periodo dello scorso anno), sui massimi dai 24 punti del primo trimestre 2018. Il dato si confronta con il lieve calo su 16 punti del consensus. La componente in prospettiva dell’indice è invece salita su 17 punti dai 14 punti precedenti (15 punti nel quarto trimestre 2025), contro i 13 punti attesi. In giugno l'indice della fiducia dei consumatori nipponici è aumentato ulteriormente a 33,8 punti dai 33,6 punti di maggio (32,2 punti in aprile), sotto però ai 34,1 punti del consensus. Il dato resta sotto la soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo consecutivamente dal marzo 2006.
Ulteriore rallentamento a sorpresa per l'attività manifatturiera di Pechino. In giugno l'indice Pmi della Cina, elaborato da S&P Global in collaborazione con RatingDog, è infatti sceso su 51,7 punti dai 51,8 punti di maggio (52,2 punti in aprile). Il dato, inferiore ai 51,9 punti del consensus, si conferma comunque per il settimo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti.
Giornata altalenante per le piazze cinesi, mentre Hong Kong è chiusa per l'Establishment Day (celebra il passaggio di sovranità dalla Gran Bretagna alla Cina il 1° luglio 1997). A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite guadagna circa lo 0,10% contro un calo intorno allo 0,80% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300 e un andamento piatto per lo Shenzhen Composite. A Seoul è superiore al 2% la perdita del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,64% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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