Asia-Pacific è in calo. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,80%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una chiusura d'ottava in frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dell'1,23% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza è stata confermata.

Parte male la tornata di elezioni che potrebbero consacrare o bocciare definitivamente la politica di Donald Trump. In Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha infatti sconfitto Flávio Bolsonaro al ballottaggio delle presidenziali, riuscendo per la prima volta nelle storia (da quando nel 1989 in Brasile era tornata l'elezione diretta del presidente) a ribaltare la sconfitta incassata al primo turno. Come prevedibile Bolsonaro non ha riconosciuto il responso delle urne ottenendo l'appoggio dello stesso Trump.

Martedì 27 ottobre toccherà all'altro sodale del presidente Usa Benjamin Netanyahu, primo ministro più longevo della storia d'Israele, che dovrà confrontarsi con le consultazioni per il rinnovo del Knesset, il parlamento di Gerusalemme. L'appuntamento più atteso, in primis dai mercati, sarà però ovviamente quello di martedì 3 novembre con le elezioni di Midterm in Usa.

Intanto i corsi del greggio sono in deciso declino, dopo che venerdì il Brent aveva segnato i massimi da aprile sull'ipotesi che Usa e Israele possano tornare ad attaccare massicciamente l’Iran una volta chiusa la parentesi elettorale. E il clima comunque negativo per la regione si concretizza in un calo di circa lo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale arretramento a fronte di un lieve rafforzamento per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,80% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi invece dello 0,16%).

Sul fronte macroeconomico, in agosto l’indice anticipatore del Giappone è salito ulteriormente su 118,0 dai 117,6 punti di luglio (116,2 punti in maggio e giugno), in linea con la lettura preliminare. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece sceso su 118,8 punti dai 120,6 punti precedenti (118,9 punti in giugno), sopra ai 118,7 punti del dato flash.

Contrastate le piazze cinesi. Lo Shanghai Composite guadagna lo 0,19% contro ribassi dello 0,04% e dell'1,13% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Misto anche l'andamento di Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in espansione di circa lo 0,50% (segno opposto tuttavia per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che registra invece una contrazione intorno allo 0,60%).

A Sydney è stato dello 0,17% il rialzo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul il Kospi ha segnato una flessione dell'1,46% a 5.469,47 punti. Goldman Sachs ha tagliato del 25% il target a 12 mesi sul benchmark della Corea del Sud (da 12.000 a 9.000 punti) a causa dell'intensificarsi dei dubbi sulla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale. Come riporta Bloomberg, Goldman ha adottato criteri di valutazione più conservativi dopo il crollo del benchmark del 35% dai massimi di giugno (l'indice rimane comunque in crescita di circa il 27% da inizio 2026), a fronte di un'estrema volatilità.

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