Asia-Pacific è in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde l'1,30%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una partenza d'ottava contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, apprezzatosi per altro di appena lo 0,01% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata decisamente al ribasso. In una settimana affollata di trimestrali (saranno una settantina le aziende che fanno parte dell'S&P 500 occupate con la presentazione dei risultati), sono limitati gli appuntamenti con dati macroeconomici Usa.

Le quotazioni del greggio sono in recupero, in scia all'intensificarsi degli attacchi contro l'Arabia Saudita da parte degli Houthi. Tuttavia, nota la Cnbc, la prospettiva di un maggiore afflusso di forniture russe frena la corsa dei prezzi. Venerdì Donald Trump aveva revocato alcune sanzioni contro la Russia, consentendo a Paesi come l'India di acquistare energia da Mosca. Il clima ribassista per la regione si concretizza in un calo ampiamente superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in declino di circa lo 0,10% a fronte di un rafforzamento di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,30% (fa poco peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,43%).

Tra i singoli titoli da segnalare il crollo del 5,04% registrato da Mizuho Financial Group. Il colosso finanziario, come pure Daiwa Securities (in flessione del 2,01%), ha ottenuto il via libera per operare in Cina con una sussidiaria interamente controllata.

Come ampiamente previsto, per il diciassettesimo meeting consecutivo la People's Bank of China (PboC) lascia invariato il loan prime rate annuale sul 3,00% raggiunto nel maggio 2025 con un taglio di 10 punti base, prima riduzione da quella di 25 punti base decisa nel precedente mese di ottobre (nel 2024 il costo del denaro era stato abbassato di 10 punti base anche in luglio).

Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite si muove appena sotto la parità contro un declino di circa lo 0,70% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300 e un rialzo intorno allo 0,20% per lo Shenzhen Composite. Male Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di oltre l'1% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con una flessione di circa lo 0,20%). A Seoul di quasi il 4% il crollo del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,33% la perdita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

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