Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna lo 0,50%
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,64% venerdì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al rialzo su segnali di distensione in Medio Oriente. Washington per la seconda notte consecutiva non ha condotto attacchi contro Teheran, mentre da parte sua l'Iran ha annunciato lo stop a qualsiasi rappresaglia e ha tenuto colloqui con l'Oman.
Come ricorda Bloomberg, dopo 13 notti consecutive di attacchi gli Usa nella tarda serata di venerdì avevano apparentemente interrotto l'offensiva militare senza fornire alcuna spiegazione. Domenica l'Iran ha tuttavia dichiarato ufficialmente la sospensione dei suoi attacchi. Il primo effetto è stato un crollo intorno al 5% per le quotazioni di Brent e Wti e il clima positivo per la regione si concretizza in un progresso di circa lo 0,90% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, segna in calo intorno allo 0,20% contro un rafforzamento di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,50% (fa decisamente meglio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,37%).
Sul fronte macroeconomico, in maggio l’indice anticipatore del Giappone è salito ulteriormente a 116,5 punti dai 116,1 punti di aprile (115,4 punti in marzo), sotto pero ai 116,8 punti della lettura preliminare. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece sceso su 117,9 punti dai 118,1 punti precedenti, contro il rialzo a 118,5 punti del dato flash.
Il mese scorso il Services Producer Price Index (Sppi, l’indice dei prezzi dei servizi alle imprese) è cresciuto in Sol Levante del 3,2% annuo (3,4% in aprile e maggio). Su base sequenziale l'indice è calato dello 0,4% (invariata la precedente lettura).
Da inizio 2026 allo scorso 30 giugno i profitti del settore industriale sono rimbalzati in Cina del 18,7% annuo, in marginale rallentamento rispetto al 18,8% precedente, attestandosi a 3.950 miliardi di yuan (pari a 511,33 miliardi di euro).
Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,70% e lo 0,50% rispettivamente, contro un rialzo superiore al 2% per lo Shenzhen Composite.
Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti una crescita di oltre l'1% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno all'1,50%). A Seoul è di quasi l'1% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney è stato dell'1,39% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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