Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna lo 0,72%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,64% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è complessivamente consolidata in positivo, sull'ottimismo per l'arrivo di un atteso accordo che metta fine al conflitto in Medio Oriente che dura ormai da quasi quattro mesi. Riflettori però anche sul Sol Levante. In maggio le esportazioni dal Giappone sono infatti rimbalzate del 17,0% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 14,8% di aprile (e all'11,5% di marzo) e sopra al 16,2% del consensus di Reuters. Il dato, sui massimi dal novembre 2022, è stato trainato dall'impennata del 61,2% registrata nel mese dall'export di semiconduttori in scia al boom della domanda d'intelligenza artificiale. Il clima alla fine rialzista per la regione si concretizza in una crescita di circa lo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è poco mosso a fronte di un rafforzamento intorno allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,72% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,55%), dopo avere per la prima volta superato in intraday la quota di 70.000 punti. Sul fronte macroeconomico, ulteriore recupero per la fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è infatti salito in giugno su 13 punti dagli 8 punti di maggio (7 punti in aprile). L'indice si conferma in positivo per il quindicesimo mese consecutivo. In aprile gli ordinativi di macchinari industriali core sono rimbalzati in Giappone del 15,6% annuo, in decisa accelerazione rispetto alla crescita del 5,9% di marzo e sopra al 9,3% del consensus. Su base sequenziale rettificata stagionalmente gli ordini sono invece saliti dell'8,7% contro il precedente crollo del 9,4% e il rialzo dell'1,2% previsto.

Piazze cinesi contrastate. A meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni, lo Shanghai Composite si muove sulla parità contro guadagni intorno allo 0,50% e allo 0,40% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Male invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,90% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China, con un calo intorno allo 0,20%). A Seoul è superiore all'1% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,54% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione. Prezzo del minerale di ferro in calo. Come riporta Bloomberg, le quotazioni del materiale siderurgico sono scivolate sotto la soglia di 100 dollari per la prima volta da marzo su segnali di extra offerta mentre la domanda in Cina arranca. I future hanno perso oltre il 2% a Singapore, attestandosi a 99,10 dollari a tonnellata, nella seconda contrazione consecutiva. I dati macroeconomici diffusi nei giorni scorsi hanno evidenziato che la produzione di acciaio in Cina, maggiore importatore globale di iron ore, si è contratta nuovamente in maggio.

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