Asia-Pacific è in recupero e il Nikkei 225 guadagna l'1,90%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,29% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza rialzista si è consolidata su un rally. Dopo quattro sessioni consecutive di crescita l'impennata dei corsi del greggio continua a essere il principale problema causato dall'attacco lanciato da Usa e Israele contro l'Iran. E in scia a questa crisi petrolifera Pechino ha ordinato la sospensione delle esportazioni di gasolio e benzina. Secondo quanto riportano fonti citate da Bloomberg, infatti, funzionari della National Development and Reform Commission (principale organismo di pianificazione economica della Cina) avrebbero incontrato i dirigenti delle maggiori raffinerie per chiedere uno stop temporaneo delle consegne. Il clima in positivo per la regione si concretizza intanto nel progresso intorno al 3% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in crescita di circa lo 0,10% a fronte di uno yen sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,90% (andamento identico per l'indice più ampio Topix, parimenti apprezzatosi dell'1,90%). A Seoul il Kospi rimbalza invece del 9,63% dopo il tracollo del 12,06% di mercoledì (peggiore performance giornaliera di sempre) e quello del 7,24% di martedì. L'estrema volatilità dell'indice sudcoreano continua a essere legata alla dipendenza dal settore dei chip di memoria (particolarmente caldo negli ultimi mesi sull'onda del boom dell'intelligenza artificiale). I due colossi Samsung Electronics e Sk Hynix, rimbalzati dell'11,27% e del 10,84% rispettivamente, rappresentano infatti quasi il 50% dell'intero valore del Kospi.

Pechino ha abbassato il target di crescita del Pil al 4,5% -5,0% per il 2026 dal "circa 5,0%" degli ultimi tre anni. "Pur riconoscendo i nostri successi, siamo anche consapevoli delle difficoltà e delle sfide che dobbiamo affrontare", si legge nel rapporto annuale presentato dal premier Li Qiang durante la sessione di apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Complessivamente in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,64% e lo 0,98% rispettivamente, contro un progresso dell'1,17% per lo Shenzhen Composite. Contrastata Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in crescita di circa lo 0,40% (segno opposto l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un calo intorno allo 0,30%). A Sydney è stato dello 0,44% il rialzo dell'S&P/ASX 200 al termine della sessione.

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