Piazza Affari in calo. Crollano Nexi e Amplifon, Campari in accelerazione. FTSE MIB -0,3%
pubblicato:Piazza Affari in calo. Crollano Nexi e Amplifon, Campari in accelerazione. FTSE MIB -0,3%.
Il FTSE MIB segna -0,3%, il FTSE Italia All-Share -0,3%, il FTSE Italia Mid Cap -0,6%, il FTSE Italia STAR -2,1%.
Mercati azionari europei incerti: EURO STOXX 50 -0,2%; Londra (FTSE 100) +0,1%; Francoforte (DAX) -0,2%; Parigi (CAC 40) -0,3%; Madrid (IBEX 35) +0,2%.
Future su indici azionari americani deboli. S&P 500 -0,3%; NASDAQ 100 -0,3%; Dow Jones Industrial -0,4%. Le chiusure dei principali indici di Wall Street: S&P 500 +0,78%; NASDAQ Composite +1,29%; Dow Jones Industrial +0,49%.
Mercato azionario giapponese positivo. L'indice Nikkei 225 ha chiuso a +1,90%. Borse cinesi in verde. L'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen segna +1,0%, l'Hang Seng di Hong Kong +0,3%.
Euro sopra il minimo dal 25/11 contro dollaro a 1,1530 toccato martedì pomeriggio. EUR/USD al momento segna 1,1600 circa.
BTP debole, stabile lo spread. Il rendimento del decennale segna 3,49% (chiusura precedente a 3,45%), lo spread sul Bund 69 bp (69) (dati MTS).
Avvio di seduta pesante per Amplifon (asta di volatilità a -16%) che chiude il 2025 con ricavi e margini in caloe inferiori alle attese. Il fatturato scende dello 0,6% a 2.395,7 milioni di euro (consensus 2.411,0), l'EBITDA adjusted del 4,5% a 540,4 milioni (548,5), l'utile netto adjusted del 15,4% a 159,2 milioni. Da segnalare l'accelerazione negativa nel trim3 con ricavi a -1,9% ed EBITDA adjusted a -5,8%. Per il 2026 il management prevede performance superiori rispetto alla crescita del mercato di riferimento, attesa a +3% circa, con un consensus degli analisti per Amplifon di quasi il +5%.
Massiccia flessione per Nexi (-18,6%, nuovi minimi storici) che archivia il 2025 con una forte perdita netta a causa della svalutazione non-cash dell'avviamento per circa 3,7 miliardi di euro. I ricavi sono in crescita del 2,1% a 3.585,2 milioni (consensus 3.592), l'EBITDA da 2,3% a 1.904,3 milioni (1.914), l'excess cash generation del 12% a 806 milioni (797). Il risultato netto contabile è negativo per 3.377 milioni, quello normalizzato è positivo per 783 milioni.
Bel progresso per Campari +6,6% che chiude il 2025 con risultati migliori delle attese. I ricavi si attestano a 3.051 milioni di euro -0,6% a/a (+2,4% a livello organico, consensus +1,7%) nel trim4 +4,7% organico (consensus +1,9%). EBIT rettificato a 637 milioni (+5,3%, +5,4% organico) con margine al 20,9% da 20,3% nel 2024 (stima Barclays 20,4%). Utile del gruppo è a 386 milioni, +2,7% con utile rettificato a 346 milioni, +71,7%. Utile per azione rettificato a 0,32 euro (stima Barclays 0,30). Proposto un dividendo di 0,10 euro per azione (0,065 l'anno scorso).
Banca MPS -3,5% e Mediobanca -2,4% perdono ulteriore terreno all'indomani dell'approvazione da parte del cda (con 11 voti su 13) della lista per il rinnovo del board stesso nell'assemblea del 15 aprile. Come trapelato ieri l'a.d. Lovaglio è rimasto fuori: i candidati alla successione indicati dal cda sono Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Confermato il presidente Nicola Maione. Alla votazione era assente Barbara Tadolini, consigliera indicata da Delfin (principale azionista con il 17,5%).
In verde Snam +1,1% che archivia il 2025 con RAB tariffaria +8,3% a 26,2 miliardi di euro, ricavi in crescita dell'8,9% a 3.885 milioni, EBITDA adjusted +7,8% a 2.969 milioni, utile netto adjusted +10,3% a 1.422 milioni, indebitamento netto a 17.509 milioni (ben sotto la guidance). Approvato anche il piano 2026-2030 con investimenti per 14 miliardi. Per il 2026 previsti EBITDA adjusted a circa 3,1 miliardi e utile netto adjusted superiore a 1,45 miliardi, RAB tariffaria a 28,8 miliardi.
Finecobank -0,0% a 19,46 euro poco mossa nonostante i report di Equita (buy, target da 25,80 a 26,00) e Barclays (overweight, target da 28,00 a 28,50).
D'amico -5,7% in forte ribasso: Kepler Cheuvreux peggiora la raccomandazione da buy a hold.
L'agenda macroeconomica odierna prevede alle 08:45 produzione industriale Francia, alle 10:00 vendite al dettaglio Italia, alle 11:00 vendite al dettaglio eurozona, alle 13:30 verbali BCE.
Negli USA alle 14:30 richieste settimanali sussidi disoccupazione, indici costo e produttività del lavoro e indice prezzi importazioni.
Alle 18:00 intervento Lagarde BCE.