Garlasco, Chiara Poggi uccisa in cucina? Lo scontro Garofano-Redaelli sulle tracce di sangue
pubblicato:L'aggressione potrebbe essere iniziata in cucina, ma gli esperti hanno pareri discordanti

Nell'attesa di conoscere i contenuti della relazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo il delitto di Garlasco è ancora pieno di misteri. Non solo l'ipotesi della presenza di più persone sulla scena del delitto di Garlasco - circostanza non condivisa dalle tre parti - ma il giallo si sposta anche sulle presunte tracce ematiche riscontrate nelle foto scattate dai carabinieri durante il primo sopralluogo effettuato sulla scena dell'omicidio.
Secondo Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, la povera Chiara potrebbe essere stata aggredita in una prima fase nella cucina. A suggerirlo sono due tracce: una di colore rosso nel lavandino, un'altra sul mobile del forno a microonde. Non è d'accordo l'ex comandante dei Ris Luciano Garofano.
Le tracce di sangue in cucina
La nuova inchiesta ribolle di colpi di scena, almeno nel campo delle ipotesi. Uno arriva da Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, che alle telecamere di Chi L'Ha Visto? nella puntata di mercoledì 4 marzo ha fatto notare due particolari.
Il primo è verosimilmente una "traccia ematica" - dalle parole di Redaelli - presente sul tappetino di gomma del lavandino della cucina, in prossimità dello scarico. Secondo il consulente i Ris non avrebbero notato né isolato questo elemento, oltre a non aver repertato i due cucchiaini fotografati all'interno dello stesso lavandino, gli unici utensili non riordinati dalla vittima prima dell'omicidio. Ciò rappresenterebbe un elemento dissonante, essendo Chiara Poggi nota come persona ordinata.
Accanto al lavandino, infatti, giacevano i due piatti usati per consumare la pizza la sera prima. Redaelli fa inoltre notare la traccia 61, un possibile schizzo di sangue presente sul mobiletto del forno a microonde. Questa traccia "è stata campionata ed è sicuramente il sangue della vittima". Perché questa traccia può essere importante? Redaelli ricorda che nella BPA (Blood Pattern Analysis) del 2007 si ipotizzava che quella macchia fosse stata prodotta "staccandosi dallo strumento utilizzato per colpire la vittima", ma lui non è d'accordo e sostiene che in cucina sarebbero presenti altre tracce non valorizzate dal Ris.
Dove ha avuto inizio il delitto di Garlasco?
Redalli sostiene che Chiara Poggi avrebbe stazionato in pigiama nella cucina solamente con una persona conosciuta, e che i risultati dell'incidente probatorio supporterebbero la tesi sulla presenza di Alberto Stasi in cucina la mattina del delitto.
Il consulente, inoltre, ricorda che Stasi ha sempre fatto riferimento alla pizza e alla birra consumate la sera prima in casa di Chiara Poggi ma "non parla mai dell'Estathe". Dunque, dove è avvenuta la prima fase dell'omicidio? A giudicare dalle ciabatte rinvenute nella porta tra la cucina e il disimpegno dell'ingresso, Chiara potrebbe essere stata colpita in cucina in un primo momento, poi avrebbe tentato la fuga e aver perso le ciabatte.
La replica di Luciano Garofano
Garofano, in collegamento con lo studio di Federica Sciarelli, sottolinea che lui e la sua squadra avevano "ispezionato l'intera cucina" e "abbiamo fatto il Luminol" specie "dove non trovavamo tracce", proprio per individuare ed eventualmente isolare tracce ematiche anche dove non erano evidenti.
"Abbiamo fatto delle reazioni, abbiamo usato la luce naturale e la nostra esperienza", ha aggiunto l'ex comandante ed ex consulente di Andrea Sempio, che conclude convinto: "Quelle del lavandino non sono tracce di sangue".
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