Mercedes e auto europee: stesso problema, stessa gabbia laterale
pubblicato:Il settore auto europeo ha perso momentum: domanda debole, Cina e transizione elettrica frenano il comparto

Mercedes intrappolata da 18 anni: sopra 63 euro può cambiare tutto
Un gigantesco trading range tra 17 e 95 euro continua a dominare il quadro di lungo periodo
Il grafico di lunghissimo periodo di Mercedes racconta una storia piuttosto chiara: dal minimo della crisi finanziaria del 2008 il titolo si muove all’interno di una gigantesca fase laterale compresa grossomodo tra 17 e 95 euro.
Negli ultimi anni il titolo ha alternato violenti movimenti rialzisti e ribassisti senza però riuscire mai a costruire un trend strutturalmente direzionale.
Ogni tentativo di allungo verso la parte alta del range si è esaurito in prossimità delle resistenze, mentre nelle fasi di debolezza sono tornati acquisti importanti nella parte bassa dell’intervallo.
Negli ultimi dodici mesi questa dinamica è diventata ancora più evidente: i prezzi stanno oscillando attorno alla zona mediana del range, in area 60 euro, livello che coincide anche con la retta di regressione lineare costruita dal massimo del 1998.
In pratica il mercato sta cercando un nuovo equilibrio proprio nel cuore della sua enorme congestione pluriennale.
Questo significa una cosa molto semplice: Mercedes è ancora un titolo da forte movimento direzionale… ma quel movimento non è ancora partito.
Possibile testa e spalle rialzista: sopra 63 euro target molto ambiziosi, sotto 45 scenario da rivedere
Dal minimo di novembre 2024 le oscillazioni sembrano aver costruito qualcosa di interessante: prende forma infatti un potenziale testa e spalle rialzista, figura che avrebbe implicazioni tecniche molto importanti ma che al momento resta incompleta.
Per attivarla serve una rottura chiara di area 63 euro, livello che rappresenta la neckline della figura.
Solo sopra quella soglia il mercato darebbe un segnale di vera accelerazione rialzista, con primo obiettivo verso 78 euro, dove passa una resistenza statica molto importante.
Se anche quell’ostacolo dovesse cedere, il mercato potrebbe iniziare a guardare addirittura alla parte alta del range di lungo periodo in area 95-100 euro.
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Finché però area 63 non viene superata, Mercedes resta bloccata in una lunga fase interlocutoria.
Sul lato opposto attenzione ad area 45 euro: una discesa sotto quel supporto indebolirebbe sensibilmente il quadro tecnico e costringerebbe a rivedere l’attuale impostazione moderatamente costruttiva, aprendo spazio a discese molto più profonde verso 30 euro.
In sintesi: Mercedes è ancora ferma nel suo enorme limbo laterale di lungo periodo, ma il grafico suggerisce che il prossimo movimento potrebbe essere molto ampio. Il mercato sta semplicemente aspettando il catalizzatore giusto.
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Il settore auto europeo fatica da anni: Mercedes riflette perfettamente la debolezza strutturale del comparto
Guardando il grafico comparato emerge chiaramente come Mercedes non sia un caso isolato. Il comportamento del titolo è molto simile a quello dell’indice Euro Stoxx Automobiles & Parts, segnale che il problema è prima di tutto settoriale.
L’indice europeo dell’auto, dopo il forte recupero post-Covid culminato nei massimi del 2023-2024 in area 700 punti, ha progressivamente perso momentum e oggi si trova in una fase correttiva/laterale che dura ormai da molti mesi.
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I prezzi sono scesi verso area 450-470 punti, zona che rappresenta un supporto importante ma che evidenzia anche l’incapacità del comparto di tornare sui massimi.
Il settore continua infatti a essere schiacciato da una combinazione di fattori strutturali molto complessa:
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rallentamento della domanda europea
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concorrenza crescente dei produttori cinesi sull’elettrico
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margini sotto pressione per gli investimenti nella transizione EV
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rischio dazi e tensioni commerciali globali
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rallentamento della domanda cinese premium, molto importante per gruppi come Mercedes, BMW e Porsche
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rischio macro legato a petrolio elevato e consumatori più prudenti
Mercedes replica quasi perfettamente questa difficoltà: anche il titolo da anni oscilla senza direzione all’interno di un enorme range laterale, incapace di costruire un trend strutturalmente rialzista come avvenuto invece in altri settori europei più esposti a difesa, banche o utilities.