Dichiarazione dei redditi 2026 in arrivo, cosa non perdere di vista

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

Novità e conferme del fisco sul modello 730, il calendario delle consegne, le detrazioni da considerare dalla casa alla salute fino alla famiglia

Dichiarazione dei redditi 2026 in arrivo, cosa non perdere di vista

Il conto alla rovescia per la dichiarazione dei redditi del 2026 è già partito.

  • Il prossimo 30 aprile sarà già possibile consultare la Dichiarazione Precompilata predisposta dall’Agenzia delle Entrate.

  • Dal 15 maggio sarà possibile intervenire sul modello e spedirlo per consegnare la propria dichiarazione.

  • Entro il 22 giugno si potrà modificare il documento senza impatti sui tempi dei rimborsi.

  • Il 30 settembre infine sarà la scadenza finale per l’invio della dichiarazione.

Ovviamente non tutti sceglieranno la compilazione in autonomia.
E' possibile presentare il Modello 730 tramite il proprio sostituto d’imposta, che sia il datore di lavoro e l’ente pensionistico, oppure rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o ancora a un professionista abilitato che può essere, ad esempio, un commercialista o un consulente del lavoro o un esperto contabile, un ragioniere o perito commerciale o anche una società o un’associazione professionale.

Detrazioni 2026, sale il tetto a quelle sui redditi da lavoro dipendente

Per tutti sarà fondamentale tenere conto delle detrazioni principali possibili anche alla luce delle ultime novità normative.

Va ricordato che è stata confermata la riduzione da quattro a tre delle aliquote IRPEF e le stesse istruzioni alla compilazione del Modello 730 sottolineano l’innalzamento del tetto alle detrazioni per redditi da lavoro dipendente da 1.880 a 1.955 euro.
Di cosa si tratta? Sono importi che riducono l’imposta lorda e sono applicati direttamente dal datore di lavoro (sostituto d’imposta), diminuiscono all’aumentare del reddito e raggiungono appunto i 1.955 euro per redditi non superiori ai 15 mila euro.

Va ricordato che esiste una no tax area ossia un’esenzione dal pagamento dell’IRPEF per i redditi da lavoro dipendente o le pensioni fino a 8.500 euro. Soglia che si riduce a 5.500 euro per gli autonomi.

Detrazioni 2026 su figli e familiari

Un discorso a parte merita anche il trattamento fiscale dei figli a carico: sono state abolite infatti le detrazioni IRPEF per i figli a carico con più di 30 anni (in assenza di disabilità); la detrazione è invece riconosciuta per i figli a carico con età superiore ai 21 anni e inferiore ai 30.
In altre parole sui figli a carico fino a 21 anni lo Stato prevede l’Assegno Unico, oltre i 21 anni e prima dei 30 prevede una detrazione base di € 950 che però decresce all’aumentare del reddito del contribuente.

Sono considerati inoltre familiari fiscalmente a carico quelli con reddito fino a 2.840,51 euro nel 2025 e i figli di età fino a 24 anni con reddito uguale o inferiore a 4 mila euro.
In quest’ambito il coniuge non deve essere legalmente ed effettivamente separato e gli ascendenti vengono considerati se conviventi con il contribuente.

Il quadro è troppo ampio e articolato per potere essere riassunto anche parzialmente ma va almeno accennato che in ambito famiglia sono previste detrazioni al 19% per spese assicurative (vita/infortunio), trasporto pubblico (spesa massima € 250) e riscatto della laurea di familiare a carico. Altre detrazioni riguardano la previdenza complementare, i contributi dei lavoratori domestici, gli assegni di mantenimento e le spese funebri.

Ma naturalmente la platea delle possibili detrazioni è molto più ampia.

Detrazioni 2026 per gli affitti e il mutuo sulla casa

Per esempio per chi vive in una casa in affitto è prevista una detrazione di 300 euro per redditi fino a € 15.493,71 e di 150 euro per redditi tra 15.493,71 e 30.987,41. Altre previsioni riguardano il canone concordato convenzionato o i giovani, gli studenti fuori sede o il cambio di residenza per motivi di lavoro.

Per chi ha comprato una casa (proprietà di prima abitazione) e paga le rate del mutuo è detraibile il 19% degli interessi passivi.

Sul fronte dell’abitazione senza dubbio è fondamentale segnalare la conferma della detrazione del 50% per ristrutturazioni (risparmio edilizio, energetico ed eventuale bonus mobili) in 10 anni e con un tetto a 96 mila euro, ma solo sulla prima abitazione, mentre per le altre seconde case e successive l’aliquota scende al 36%

Vale anche per alcune spese condominiali di ristrutturazione, efficientamento o abbattimento delle barriere architettoniche. Sulla casa è possibile dedurre anche il 19% delle assicurazioni contro eventi calamitosi.

Detrazioni 2026 sulle spese sanitarie

Un’altra platea importante di detrazioni riguarda le spese sanitarie. La regola generale è la detrazione del 19% delle spese superiori a € 129,11 per farmaci, ticket, degenze, prestazioni specialistiche e dispositivi medici. Ale anche per le spese veterinarie e per buona parte delle spese collegate a una disabilità.

Argomenti

Fisco & Tasse