La settimana della Borsa USA

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Accordo USA-Iran, petrolio in calo e boom di SpaceX alimentano il rally

La settimana della Borsa USA
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Fed più prudente, ma inflazione ed energia restano le principali incognite

È stata una settimana che ha sorpreso molti investitori. Dopo mesi dominati dai timori geopolitici, Wall Street ha scelto di concentrarsi sulle prospettive di una possibile de-escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, riportando rapidamente l'attenzione sulla crescita economica, sull'intelligenza artificiale e sulle opportunità offerte dal mercato azionario.

I principali indici americani hanno chiuso in netto rialzo. Il Nasdaq 100 ha guidato i guadagni grazie al recupero dei titoli tecnologici e dei semiconduttori, mentre il Dow Jones ha beneficiato del ritorno dell'appetito per il rischio e del calo dei rendimenti obbligazionari.

A sostenere il sentiment è stata soprattutto la prospettiva di un accordo preliminare tra Washington e Teheran.

Le indiscrezioni secondo cui potrebbe essere raggiunta un'intesa per la riapertura dello Stretto di Hormuz hanno provocato una brusca discesa delle quotazioni energetiche.

Il Brent è tornato sotto quota 89 dollari al barile mentre il WTI è sceso in area 83 dollari, livelli nettamente inferiori ai picchi registrati nelle settimane più calde del conflitto.

Il mercato ha interpretato il movimento come un segnale che il rischio di una crisi energetica globale potrebbe gradualmente ridursi.

Il petrolio resta però l'osservato speciale

Nonostante il recente calo, il greggio rimane molto più alto rispetto ai livelli precedenti allo scoppio della guerra.

Questo significa che le pressioni inflazionistiche non sono affatto scomparse. Sia la Federal Reserve sia la BCE continuano a monitorare attentamente il rischio che l'aumento dei costi energetici si trasferisca ai prezzi di beni e servizi.

Proprio per questo motivo gli operatori hanno accolto con cautela le parole delle banche centrali.

Se da una parte il mercato spera che il raffreddamento del petrolio consenta di evitare ulteriori strette monetarie, dall'altra Fed e BCE continuano a ribadire che la battaglia contro l'inflazione non può ancora considerarsi conclusa.

SpaceX protagonista assoluta della settimana

L'altro grande tema che ha catalizzato l'attenzione degli investitori è stato il debutto in Borsa di SpaceX.

L'IPO più grande della storia ha raccolto 75 miliardi di dollari, valorizzando la società circa 1.770 miliardi di dollari. Le azioni hanno esordito a 150 dollari contro un prezzo di collocamento di 135 dollari, arrivando rapidamente a guadagnare quasi il 20%.

L'operazione ha avuto un impatto enorme anche sulla ricchezza personale di Elon Musk, che grazie alla combinazione delle partecipazioni in Tesla e SpaceX è diventato il primo individuo nella storia a superare la soglia teorica di 1.000 miliardi di dollari di patrimonio.

Il successo dell'IPO conferma che la fame degli investitori per i grandi temi legati all'innovazione, all'intelligenza artificiale e allo spazio resta straordinariamente elevata.

Il mercato continua a premiare la tecnologia

Un altro segnale importante della settimana è arrivato dal comportamento del comparto tecnologico.

Persino una notizia potenzialmente negativa come l'annuncio di spese superiori alle attese per i data center da parte di Oracle non è riuscita a compromettere il sentiment generale.

Gli investitori continuano a considerare gli investimenti in infrastrutture AI come una scommessa strategica sul futuro della crescita degli utili.

Semiconduttori, cloud computing e infrastrutture digitali restano i settori che attirano la maggior parte dei flussi di capitale.

La Fed resta al centro dell'attenzione

Sul fronte macroeconomico la settimana ha confermato uno scenario di crescita ancora resiliente.

I mercati hanno progressivamente ridimensionato le aspettative di tagli dei tassi e oggi lo scenario prevalente è quello di una Federal Reserve che manterrà il costo del denaro elevato ancora per molti mesi.

La combinazione tra economia robusta, mercato del lavoro ancora solido e inflazione alimentata dall'energia rende infatti molto difficile per la banca centrale americana adottare una politica più accomodante nel breve periodo.

Cosa ci dice il mercato?

La lezione più importante della settimana è probabilmente questa: Wall Street continua a credere che la crescita economica globale riuscirà a resistere anche in presenza di tensioni geopolitiche e tassi relativamente elevati.

Il forte recupero dell'azionario, il calo del petrolio, la discesa dei rendimenti obbligazionari e il successo record di SpaceX raccontano un mercato che sta tornando gradualmente in modalità risk-on.

Resta però una condizione fondamentale: che il conflitto in Medio Oriente non torni ad aggravarsi e che il petrolio continui a rimanere sotto controllo.

Se così fosse, gli investitori potrebbero tornare a concentrarsi quasi esclusivamente sui temi che hanno guidato il rialzo degli ultimi anni: crescita, innovazione e intelligenza artificiale.

Se invece il greggio dovesse tornare sopra i 100 dollari, inflazione e banche centrali tornerebbero rapidamente a occupare il centro della scena.