Wall Street cambia leadership

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Le trimestrali ridisegnano gli equilibri: il cloud convince gli investitori, ma aumentano i dubbi sui maxi investimenti nell'intelligenza artificiale

Wall Street cambia leadership

Mercato sempre più selettivo: non basta più spendere miliardi per l'AI, ora gli investitori chiedono ritorni concreti

Le trimestrali delle Big Tech stanno cambiando profondamente la narrativa che ha accompagnato il boom dell'intelligenza artificiale negli ultimi due anni.

Gli investitori non stanno più premiando indiscriminatamente tutte le società che aumentano gli investimenti nei data center, ma iniziano a distinguere tra chi riesce già a trasformare la spesa in crescita degli utili e chi, invece, continua a bruciare cassa senza offrire sufficiente visibilità sui ritorni futuri.

La seduta ne è stata la dimostrazione più evidente. Apple ha perso circa il 9%, cancellando quasi 470 miliardi di dollari di capitalizzazione, una delle maggiori distruzioni di valore mai registrate da una società americana in una sola giornata.

Eppure il Nasdaq è riuscito comunque a chiudere in rialzo, grazie al balzo di oltre il 15% di Amazon dopo una trimestrale che ha evidenziato una nuova accelerazione della crescita del cloud computing.


Amazon e Microsoft dimostrano che l'AI può già generare utili

Il mercato ha premiato le società che stanno dimostrando di monetizzare concretamente gli enormi investimenti nell'intelligenza artificiale.

Amazon ha convinto grazie alla forte accelerazione di AWS, che continua a beneficiare della crescente domanda di capacità di calcolo da parte delle aziende impegnate nello sviluppo di applicazioni AI.

Anche Microsoft aveva già sorpreso positivamente il mercato con la crescita di Azure, superiore alle attese, e con una guidance sugli investimenti meno aggressiva rispetto ai timori degli investitori.

Il messaggio è chiaro: gli investimenti nell'intelligenza artificiale vengono premiati quando sono accompagnati da una crescita visibile dei ricavi e degli utili.


Meta diventa il banco di prova dell'intero settore AI

Molto diversa appare invece la situazione di Meta, che rischia di diventare il principale banco di prova della sostenibilità economica del boom dell'intelligenza artificiale.

Pur continuando a registrare una crescita molto sostenuta del business pubblicitario, la società di Mark Zuckerberg sta aumentando gli investimenti a ritmi impressionanti.

Nel 2026 le spese in conto capitale potrebbero superare 170 miliardi di dollari, ma alcune stime ipotizzano addirittura investimenti compresi tra 215 e 280 miliardi di dollari nel 2027.

Il problema è che Meta, a differenza di Microsoft, Amazon o Alphabet, dispone oggi di un numero molto più limitato di fonti di ricavo direttamente collegate all'AI.

La quasi totalità degli utili continua infatti a provenire dalla pubblicità, mentre i nuovi servizi basati sull'intelligenza artificiale rappresentano ancora attività emergenti.


La pressione sul free cash flow aumenta insieme al debito

L'aspetto che più preoccupa gli investitori riguarda la sostenibilità finanziaria di questa strategia.

Secondo le stime degli analisti, Meta potrebbe entrare in una fase di free cash flow negativo già nella seconda parte dell'anno e continuare a consumare liquidità anche nel 2027.

Per finanziare la costruzione di nuovi data center l'azienda sta aumentando progressivamente il ricorso al debito. I finanziamenti a lungo termine hanno ormai superato 80 miliardi di dollari, ai quali si aggiungono impegni pluriennali legati ai grandi campus destinati all'intelligenza artificiale.

Inoltre il rialzo dei rendimenti obbligazionari rende più costoso raccogliere nuovo capitale.

Le obbligazioni quarantennali emesse recentemente da Meta offrono già rendimenti vicini al 7%, segnale che anche il mercato del credito sta iniziando a chiedere un premio maggiore per finanziare questa corsa agli investimenti.


Wall Street non premia più la spesa in sé, ma il ritorno sugli investimenti

Negli ultimi due anni gli investitori avevano accettato senza particolari obiezioni l'esplosione delle spese per l'intelligenza artificiale, convinti che il potenziale del settore giustificasse qualsiasi investimento.

Oggi la situazione sta cambiando.

Le reazioni molto diverse alle trimestrali di Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta dimostrano che Wall Street è entrata in una nuova fase, nella quale conta soprattutto la capacità di trasformare gli investimenti in risultati economici concreti.

Le aziende che riescono già a mostrare una crescita dei ricavi legata all'AI continuano a essere premiate.

Chi, invece, aumenta gli investimenti senza offrire sufficiente visibilità sui ritorni futuri rischia di subire una compressione delle valutazioni.


Anche il contesto macro rende il mercato più esigente

A rendere ancora più selettivo il mercato contribuisce anche il quadro macroeconomico.

I rendimenti dei Treasury continuano a salire dopo la riunione della Federal Reserve, con il decennale che si è riportato sui livelli più elevati dall'inizio del 2025.

Contemporaneamente, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il nuovo rialzo del petrolio mantengono elevate le aspettative d'inflazione.

In un contesto caratterizzato da tassi d'interesse strutturalmente più elevati, il capitale diventa più costoso e gli investitori tendono a essere molto meno indulgenti verso aziende che promettono profitti lontani nel tempo.

Per questo motivo la stagione delle trimestrali potrebbe rappresentare un punto di svolta: l'intelligenza artificiale resta il principale motore di crescita dei mercati, ma da oggi non sarà più sufficiente annunciare investimenti record.

Servirà dimostrare che quei miliardi investiti saranno in grado di produrre ritorni economici concreti e sostenibili.