MPS e quota Generali, rumor e smentite
pubblicato:Rocca Salimbeni smentisce ma l'ipotesi di vendita della partecipazione ha senso nell'ottica del terzo polo

Banca MPS smentisce - ma non ufficialmente - le indiscrezioni del Financial Times relative alla vendita della partecipazione in Generali per dare l'assalto a Banco BPM. Unicredit e Intesa tra i possibili interessati, Delfin sullo sfondo.
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MPS smentisce non ufficialmente, il terzo polo resta un'opzione
Il Financial Times oggi ha riferito che l'a.d. Lovaglio, uscito vittorioso a sorpresa dall'assemblea di MPS del 15 aprile, sta studiando la possibilità di vendita della partecipazione di Rocca Salimbeni in Generali - MPS è il primo azionista del Leone di Trieste con quasi il 13% - per raccogliere le risorse necessarie a finanziare l'acquisizione di Banco BPM.
MPS ha smentito ma in modo non ufficiale: al momento non c'è un comunicato in tal senso. Questo fa si che dell'ipotesi si continui a parlare, per diversi motivi. Primo perché l'8 maggio l'assemblea di Generali si riunisce per approvare il bilancio 2025 e nominare il nuovo cda.
Secondo, la creazione di un terzo polo bancario MPS-Mediobanca-BPM resta ben vista dal governo. Terzo, Unicredit - tra i possibili interessati, insieme a Intesa Sanpaolo alle azioni Generali - ha recentemente aumentato la partecipazione nella compagnia triestina all'8,7% dal 5,3% indicato dal sito Consob.
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Il ruolo di Delfin
Infine il ruolo di Delfin, secondo azionista di Generali con il 10% circa ma con l'ok dell'IVASS a salire fino al 20%. La holding della famiglia Del Vecchio guidata dal presidente Francesco Milleri - braccio destro del defunto capostipite Leonardo - potrebbe ambire a chiudere il cerchio avviato anni fa in collaborazione con l'alleato Francesco Gaetano Caltagirone, con l'accumulo di azioni del gotha del capitalismo italiano, ovvero quello formato dall'asse Generali-Mediobanca.
Ma forse ora Caltagirone e Delfin non sono più così in sintonia, alla luce del voto della holding in assemblea di MPS (di cui è primo azionista con oltre il 17%), voto favorevole alla lista Plt con capofila Lovaglio, nemico del costruttore romano dopo la diatriba sulla gestione del controllo di Mediobanca. Ricordiamo inoltre i rumor di qualche mese fa sui contatti Unicredit-Delfin con oggetto la quota di quest'ultima della banca senese: vennero smentiti e non se ne è più parlato, ma forse Orcel e Milleri potrebbero trovare un punto di contatto.