Wall Street corre grazie agli utili, ma sotto la superficie emergono le prime crepe nel tech

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

IBM e ServiceNow crollano, Texas Instruments vola: l’AI sta già creando vincitori e vinti nel settore tecnologico

Wall Street corre grazie agli utili, ma sotto la superficie emergono le prime crepe nel tech
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Utili forti, ma Wall Street inizia a fare selezione: il software scricchiola, i semiconduttori tornano leader.

L’earnings season resta molto solida: numeri migliori delle attese e crescita in accelerazione

La stagione delle trimestrali dello S&P 500, almeno guardando i numeri aggregati, continua a fornire benzina al rally di Wall Street.

Fino a giovedì mattina hanno pubblicato i conti 123 società dell’indice e il dato impressiona: l’82,1% ha battuto le stime degli analisti, una percentuale nettamente superiore alla media storica.

Ancora più interessante è il dato sulla crescita aggregata degli utili: il mercato si attendeva a inizio mese un incremento del 14,4%, mentre oggi il tasso di crescita effettivo è salito al 15,6%.

Questo spiega perché, nonostante guerra in Medio Oriente, tensioni nello Stretto di Hormuz, petrolio elevato e timori macroeconomici, gli indici americani continuino a rimanere vicini ai massimi storici: finché gli utili crescono a questi ritmi, molti investitori continuano a interpretare ogni correzione come una semplice opportunità di acquisto.

Il mercato, in sostanza, sta dicendo che il rischio geopolitico è temporaneo, mentre la crescita degli utili resta strutturalmente più importante.

Non tutto però brilla: software sotto pressione, semiconduttori di nuovo protagonisti

Dietro i numeri aggregati molto forti stanno però emergendo divergenze settoriali sempre più evidenti.

Il caso più eclatante è stato quello di IBM, crollata di oltre l’8% dopo avere mostrato un rallentamento della crescita dei ricavi nel primo trimestre, penalizzata soprattutto dalla debolezza della divisione software.

Ancora più violenta la reazione su ServiceNow, precipitata del 17,75% dopo avere segnalato ritardi nella chiusura di contratti governativi in Medio Oriente.

Il messaggio che arriva dal mercato è piuttosto chiaro: il settore software tradizionale sta vivendo una fase più delicata, perché gli investitori iniziano a temere che l’evoluzione rapidissima dell’intelligenza artificiale possa mettere sotto pressione modelli di business che fino a pochi mesi fa sembravano estremamente solidi.

In altre parole, il mercato non sta più premiando indistintamente tutta la tecnologia.

Continuano a brillare i semiconduttori

Sul fronte opposto, invece, continuano a brillare i semiconduttori, vero cuore infrastrutturale della rivoluzione AI.

Texas Instruments ha guadagnato il 19,43%, registrando il maggiore rialzo giornaliero dall’ottobre 2000, dopo aver fornito guidance sul secondo trimestre superiore alle attese sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili.

Ed è proprio questa divergenza che racconta molto bene il mercato attuale:

  • •

    chi produce l’infrastruttura fisica necessaria all’AI viene premiato

  • •

    chi rischia di essere disintermediato dall’AI viene punito

  • •

    il mercato continua a comprare crescita, ma sta diventando molto più selettivo

Ed è probabilmente questo il vero rischio per Wall Street: non un improvviso crollo degli utili aggregati, che per ora restano robusti, ma una crescente rotazione interna tra vincitori e perdenti della nuova fase tecnologica.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.