Asia-Pacific è in recupero e il Nikkei 225 guadagna lo 0,50%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,26% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è proseguita virando comunque in positivo. Gli investitori aspettano indicazioni sulla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale dai risultati trimestrali di Nvidia, che saranno pubblicati mercoledì 26 agosto dopo la chiusura di Wall Street.
Sempre mercoledì riflettori sul dato di luglio del Pce Price Index (personal consumption expenditure, spesa per consumi personali, metrica privilegiata dalla Federal Reserve per l'inflazione). Il consensus di Dow Jones Newswires e Wall Street Journal è per un ulteriore rallentamento su una crescita del 3,6% annuo, dal 3,7% di giugno (4,1% in maggio).
Mentre i prezzi del petrolio sono stabili, in attesa di capire gli effetti delle sanzioni contro l'Iran annunciate da Washington, il clima di recupero per la regione si concretizza in un rialzo intorno allo 0,30% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in modesta espansione a fronte di un calo di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,50% (andamento identico per l’indice più ampio Topix, parimenti apprezzatosi dello 0,50%).
Sul fronte macroeconomico, in giugno l’indice anticipatore del Giappone è rimasto stabile sui 116,5 punti già registrati in maggio, appena sopra ai 116,4 punti della lettura preliminare diffusa a inizio mese. In luglio il tasso d'inflazione core stilato dalla Bank of Japan (BoJ) ha segnato invece un calo sul 2,3% annuo dal 2,6% precedente. Settimana scorsa il ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione aveva reso noto che l'inflazione core del Sol Levante (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la BoJ ha il target del 2%) era aumentata in luglio sull'1,8% annuo dall'1,6% di giugno, in linea con le attese.
Complessivamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shenzhen Composite guadagnano circa lo 0,20% e lo 0,40% rispettivamente, contro un calo intorno allo 0,20% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300. Poco mossa Hong Kong: l'Hang Seng è infatti appena sopra la parità (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso di circa lo 0,80%).
A Sydney è stato dello 0,68% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è intorno allo 0,30% l'espansione del Kospi. In agosto l'indice della fiducia dei consumatori della Corea del Sud è calato a 104,5 punti dai 106,8 punti di luglio, confermandosi comunque per il quarto mese sopra i 100 punti che separano la prevalenza di ottimisti da quella di pessimisti.
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