Nexi accelera a Piazza Affari: CDP e UBS riaccendono l’interesse sul titolo

di FTA Online News pubblicato:
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Rumors sul rafforzamento della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale e le conferme di UBS dopo l'incontro con il management incoraggiano le azioni della società dei pagamenti

Nexi accelera a Piazza Affari: CDP e UBS riaccendono l’interesse sul titolo
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Nexi chiude la seduta di lunedì in forte rialzo, guadagnando il 4,61% a 4,402 euro, dopo avere oscillato tra 4,192 e 4,422 euro. Il gruppo dei pagamenti mette così a segno la migliore performance tra i principali titoli di Piazza Affari, sostenuto soprattutto dalle indiscrezioni su un possibile rafforzamento di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale e dal giudizio positivo confermato da UBS.

CDP verso il 29,9%: il mercato scommette sul rafforzamento nel capitale

Il principale catalizzatore della seduta è rappresentato dalle prospettive di un aumento della partecipazione di CDP, che starebbe accelerando il percorso per arrivare fino al 29,9% di Nexi, soglia immediatamente inferiore a quella che farebbe scattare l'obbligo di Opa. L'operazione potrebbe essere costruita anche attraverso strumenti derivati e Total Return Swap, consentendo a CDP di rafforzare progressivamente la propria esposizione economica al gruppo. È un elemento che il mercato sembra interpretare positivamente. Una presenza più forte di CDP potrebbe infatti rappresentare un fattore di stabilizzazione dell'azionariato e alimentare nuove aspettative sulla futura evoluzione strategica di Nexi, società che negli ultimi anni ha attraversato una lunga fase di debolezza in Borsa.

Il rialzo di lunedì mostra quindi come il mercato stia tornando a riconoscere un certo valore opzionale al titolo: non soltanto per il possibile riassetto azionario, ma anche per il miglioramento della generazione di cassa e la progressiva riduzione della leva finanziaria.

UBS resta Buy: target price a 6 euro

A sostenere ulteriormente Nexi contribuisce UBS, che dopo l'incontro con il management successivo ai risultati del primo semestre ha confermato la raccomandazione Buy e il target price di 6 euro. Rispetto alla chiusura di 4,402 euro, l'obiettivo implica un potenziale rialzo di circa il 36%.

Gli analisti sottolineano soprattutto le aspettative di un miglioramento della crescita riportata di Merchant Solutions nella seconda metà del 2026, quando dovrebbe essere progressivamente assorbito l'impatto legato all'acquiring di Banco BPM.

La crescita sottostante dei ricavi rimane intorno al 5%, anche se nella parte bassa del range storico del gruppo. Permangono inoltre alcune criticità, a partire dalla debolezza del mercato tedesco e dall'erosione di alcuni contratti bancari. Secondo il management, gran parte di quest'ultimo effetto dovrebbe comunque esaurirsi entro la fine del 2027.

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La generazione di cassa diventa uno dei punti di forza

Uno degli aspetti più interessanti emersi dal confronto con UBS riguarda la generazione di cassa. Il management ha precisato che gli oltre 400 milioni di euro di excess cash prodotti nel primo semestre non comprendono componenti straordinarie.

Per l'intero 2026 Nexi punta a circa 750 milioni di euro di cassa in eccesso, destinata inizialmente soprattutto alla riduzione dell'indebitamento. La leva finanziaria dovrebbe scendere verso 2,5 volte nel 2026 e continuare successivamente a diminuire.

È un passaggio importante perché, una volta rafforzata ulteriormente la struttura finanziaria, Nexi potrebbe avere maggiore spazio per dividendi, buyback o altre forme di remunerazione degli azionisti. UBS stima ricavi per 3,64 miliardi nel 2026, destinati a salire a 3,70 miliardi nel 2027 e 3,81 miliardi nel 2028.

L'utile netto adjusted è previsto rispettivamente a 804, 813 e 823 milioni di euro, mentre l'Ebit adjusted dovrebbe passare da 1,44 miliardi a 1,55 miliardi nell'arco dello stesso periodo. Da storia di turnaround a possibile storia di capitale Il quadro che emerge è quindi interessante perché sul titolo stanno convergendo due temi differenti.

Il primo è industriale: crescita ancora modesta, ma forte generazione di cassa, deleveraging e possibilità di aumentare in futuro la remunerazione degli azionisti. Il secondo riguarda invece direttamente l'azionariato e il possibile rafforzamento di CDP. Il management continua intanto a puntare sulla distribuzione attraverso software, sulle partnership bancarie, sull'innovazione di prodotto e sull'intelligenza artificiale per migliorare la produttività.

È stata inoltre esclusa una vendita di Digital Banking Solutions, mentre rimane possibile la cessione di attività minori considerate non strategiche. Il +4,61% di lunedì segnala che il mercato sta tornando a guardare Nexi con maggiore interesse.

Adesso sarà importante capire se quello di oggi rappresenti soltanto un movimento alimentato dalle indiscrezioni su CDP oppure l'inizio di una rivalutazione più strutturale del titolo, sostenuta anche dal miglioramento dei fondamentali.

Nexi, il quadro grafico

Nexi, il rialzo porta i prezzi contro la barriera di 4,40-4,45 euro Il +4,61% di lunedì, con chiusura a 4,402 euro e massimo a 4,422, porta Nexi esattamente a contatto con una zona che in passato ha già avuto un ruolo importante. In area 4,41 euro passa infatti il lato superiore del gap ribassista aperto il 5 novembre 2025.

Nella stessa fascia transita inoltre il lato superiore del canale rialzista costruito a partire dai minimi dello scorso marzo. Si crea quindi una significativa confluenza di resistenze intorno a 4,40-4,45 euro. La forte candela rialzista di lunedì è certamente un segnale positivo, ma adesso serve una conferma: una chiusura convincente sopra 4,45 euro cambierebbe sensibilmente il quadro tecnico.

Sopra 4,45 euro spazio verso 4,60 e poi 5 euro

Il superamento della barriera consentirebbe innanzitutto di guardare al 61,8% di ritracciamento del precedente ribasso, in area 4,58-4,60 euro. Oltre questa soglia il recupero potrebbe assumere una dimensione decisamente più importante, con spazio potenziale verso 5,00-5,20 euro. Quest'ultima area coincide anche con la proiezione superiore del canale crescente.

Il quadro assume ancora più interesse considerando il target di 6 euro indicato da UBS: per avvicinarsi a quella valutazione, tuttavia, Nexi deve prima dimostrare graficamente di essere in grado di uscire dalla lunga fase di recupero iniziata sui minimi di marzo.

In caso di mancato breakout, invece, 4,20 euro rappresenta il primo livello da monitorare. Una discesa sotto quest'area aumenterebbe il rischio di un ritorno verso 3,80 euro, dove passa il ritracciamento del 38,2%.

La seduta di lunedì ha quindi portato Nexi nel punto forse più interessante degli ultimi mesi: CDP e UBS forniscono i catalizzatori fondamentali, ma adesso è il grafico a chiedere conferma.

La partita si gioca sopra 4,40-4,45 euro.