Stellantis, doccia fredda dai dazi Usa: il rimbalzo si interrompe, tutto da rifare

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Trump minaccia dazi al 50% su auto, camion e componenti dal Canada: torna l’incubo della guerra commerciale per il settore automotive

Stellantis, doccia fredda dai dazi Usa: il rimbalzo si interrompe, tutto da rifare

Stellantis, doccia fredda dai dazi Usa: il rimbalzo si interrompe, tutto da rifare

La settimana scorsa avevamo evidenziato i primi segnali di recupero di Stellantis, ma la seduta di lunedì rimette bruscamente in discussione quel tentativo. Il titolo chiude a 4,4245 euro, in calo del 4,77%, tornando pericolosamente vicino ai minimi recenti.

A innescare le vendite è soprattutto la nuova escalation commerciale tra Stati Uniti e Canada: Donald Trump ha minacciato di portare al 50% dal 1° gennaio 2027 i dazi su auto, camion e componentistica automobilistica provenienti dal Canada, dopo il fallimento dei negoziati del fine settimana.

Trump alza la posta dopo il fallimento dell'accordo con il Canada

Soltanto pochi giorni fa lo scenario sembrava decisamente diverso. Washington e Ottawa stavano discutendo un'intesa che avrebbe potuto ridurre dal 25% al 15% i dazi sulle auto canadesi e dimezzare dal 50% al 25% quelli su acciaio e alluminio.

Il negoziato è però naufragato e il Canada ha annunciato contromisure tariffarie a partire dall'8 settembre.

Trump ha quindi rilanciato, minacciando una tariffa del 50% sull'automotive e ribadendo il messaggio alle case automobilistiche: produrre negli Stati Uniti per evitare i dazi.

Il problema è particolarmente delicato per Stellantis perché l'industria automobilistica nordamericana è profondamente integrata tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Componenti e veicoli attraversano più volte i confini durante il processo produttivo e una barriera tariffaria così elevata rischierebbe quindi di aumentare i costi anche per gli stabilimenti statunitensi.

Già nelle trattative per la revisione dell'USMCA l'amministrazione Trump aveva chiesto requisiti molto più stringenti sulla quota di contenuto prodotto negli Stati Uniti.

Per Stellantis il tema nordamericano è tutt'altro che marginale. Proprio il Nord America aveva guidato il recupero delle consegne nel secondo trimestre, quando le spedizioni globali del gruppo erano cresciute del 10% a quasi 1,6 milioni di veicoli.

Stellantis torna sui minimi: 4,36 euro diventa lo spartiacque

Dal punto di vista tecnico la reazione è pesante. Il tentativo di rimbalzo delle ultime sedute si è fermato prima ancora di mettere realmente sotto pressione la media mobile esponenziale a 20 giorni, ora in area 4,71 euro.

La candela di lunedì riporta invece Stellantis verso 4,36 euro, minimo recente e soprattutto minimo del movimento utilizzato per costruire i ritracciamenti di Fibonacci nel grafico. La tenuta di quest'area assume quindi un'importanza decisiva.

Stellantis, doccia fredda dai dazi Usa: il rimbalzo si interrompe, tutto da rifare

Sotto 4,36 euro il quadro tornerebbe apertamente ribassista, con la possibilità di una nuova accelerazione verso minimi inferiori.

Finché questo livello regge, invece, può ancora essere costruita una base, ma il titolo dovrà fornire segnali molto più convincenti rispetto a quelli osservati finora.

Il primo passo sarebbe il recupero della EMA20 a circa 4,71 euro. Successivamente Stellantis dovrebbe affrontare la fascia 5,07-5,11 euro, dove transitano la media mobile esponenziale a 50 giorni e il primo ritracciamento di Fibonacci del 23,6%.

Solo sopra questa barriera il recupero inizierebbe ad assumere una consistenza tecnica maggiore.

In altre parole, il rimbalzo della scorsa settimana non è ancora diventato inversione. La seduta di lunedì dimostra quanto il titolo rimanga vulnerabile alle notizie provenienti dal fronte commerciale nordamericano.

Per organizzare un recupero duraturo Stellantis dovrà prima difendere 4,36 euro e poi riconquistare almeno l'area 4,70-5,10 euro.

C'è infine una variabile da non trascurare: il dazio del 50% è per ora una minaccia con decorrenza 1° gennaio e non un costo già incorporato nella struttura industriale.

Alcuni operatori del settore ricordano inoltre che precedenti minacce tariffarie di Trump sono state successivamente modificate o utilizzate come leva negoziale.

Questo significa che un'eventuale riapertura del dialogo Usa-Canada potrebbe produrre un'altra reazione violenta del comparto auto. Ma dopo la seduta di oggi, per Stellantis, la parola torna ai supporti.

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