Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde il 2,73%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo un'altra seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, deprezzatosi del 2,15% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ribassista si è rafforzata.

Le indicazioni contrastanti in arrivo dalle trimestrali della Corporate America lasciano il passo a nuovi timori per gli investitori sullo sviluppo del conflitto in Medio Oriente. Donald Trump ha minacciato un attacco su larga scala contro l'Iran, spingendo di nuovo in rialzo i corsi del greggio (giovedì il Brent era tornato sopra la quota di 100 dollari al barile).

Trump ha anche annunciato dazi del 10%-12,5% per 60 Paesi (pari al 99,4% dell'import Usa). Dopo lo stop della Corte Suprema alle precedenti tariffe commerciali, Washington usa la scusa di supposte violazioni in materia di lavoro forzato per introdurre i dazi. E il clima negativo per la regione si concretizza nel calo di circa il 3% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in modesto declino a fronte di uno yen sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde il 2,73% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di un deciso 1,05%).

Sul fronte macroeconomico, in giugno il tasso d'inflazione è salito ulteriormente in Giappone sull'1,7% annuo dall'1,5% di maggio. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% contro lo 0,4% di maggio (0,1% in aprile). L'inflazione core è invece aumentata sull'1,6% annuo dall'1,4% di aprile e maggio (1,8% in marzo), in linea con il consensus.

Nel primo semestre gli investimenti diretti esteri in Cina sono calati dell'8,6% annuo, a 402,1 miliardi di yuan (pari a 52,13 miliardi di euro), comunque in miglioramento rispetto all'8,6% precedente (e al crollo del 10,3% registrato nel periodo gennaio-aprile).

Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shenzhen Composite perdono circa l'1,20% e l'1,10% rispettivamente, contro un declino intorno all'1,90% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300.

Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in arretramento di ben oltre l'1% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione di circa l'1,70%). A Sydney è stata dello 0,75% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è di quasi il 6% il crollo del Kospi.

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