Piazza Affari travolta dalle vendite: petrolio a 100 dollari e Big Tech affondano i mercati
pubblicato:BCE ferma i tassi, ma geopolitica e timori sull'inflazione fanno crollare le Borse

Seduta da dimenticare per Piazza Affari
Seduta da dimenticare per Piazza Affari, con il FTSE MIB che ha chiuso in ribasso del 2,8%, trascinato da un forte aumento dell'avversione al rischio sui mercati internazionali.
A pesare sul sentiment sono stati diversi fattori.
La BCE non tocca i tassi
La Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tre tassi di riferimento, come previsto, ma ha sottolineato che le prospettive per i prezzi dell'energia, pur estremamente variabili, restano significativamente superiori ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Un messaggio che alimenta il timore di una nuova fase di pressioni inflazionistiche.
Sul fronte geopolitico la situazione continua a deteriorarsi
Sul fronte geopolitico la situazione continua a deteriorarsi. Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno inviato ulteriori forze speciali, personale medico e armamenti in Medio Oriente per essere pronti qualora il presidente Donald Trump decidesse di ampliare il conflitto con l'Iran.
Nel frattempo gli attacchi rivendicati dagli Houthi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso hanno riportato il Brent sopra i 100 dollari al barile, riaccendendo i timori di uno shock energetico.
Anche Wall Street contribuisce al clima di forte tensione.
Le trimestrali di Alphabet e Tesla hanno deluso gli investitori: Google ha annunciato un nuovo aumento degli investimenti nell'intelligenza artificiale fino a 205 miliardi di dollari, alimentando i dubbi sulla redditività della corsa all'AI, mentre Tesla è precipitata dopo aver riportato un free cash flow negativo nel secondo trimestre.
Il Nasdaq perde oltre il 2%, mentre il Dow Jones lascia sul terreno circa 600 punti. L'attenzione è ora rivolta ai conti di Intel, chiamata a fornire nuove indicazioni sul ciclo degli investimenti nel settore dei semiconduttori.
Analisi tecnica: il FTSE MIB Future sfiora la neckline del doppio massimo, supporto decisivo a 51.150 punti
Dal punto di vista tecnico la seduta assume un'importanza cruciale. Il Future FTSE MIB settembre 2026 è sceso fino ad avvicinarsi alla fascia di supporto compresa tra 51.150 e 51.200 punti, area che coincide con la neckline del potenziale doppio massimo costruito sui picchi del 19 giugno e di inizio luglio, entrambi in area 53.350 punti.
Per il momento il supporto ha contenuto le vendite, ma il quadro tecnico si è deteriorato sensibilmente. Una chiusura sotto 51.150 punti completerebbe infatti il doppio massimo, figura di inversione che aumenterebbe sensibilmente il rischio di una correzione ben più ampia.
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In questo scenario il primo obiettivo ribassista si collocherebbe nell'area 49.500-49.000 punti, in prossimità della media mobile a 100 giorni, ma non sarebbe da escludere un'estensione verso la fascia 47.500-47.700 punti, dove passa un importante supporto statico.
Una correzione di questa portata rappresenterebbe un ritracciamento significativo dell'intero movimento rialzista sviluppatosi dal minimo del 23 marzo in area 40.900 punti.
Per evitare questo scenario sarà fondamentale che il mercato riesca a difendere 51.150 punti e successivamente recuperi almeno 52.500-52.700 punti.
Solo un ritorno sopra 53.350 punti cancellerebbe definitivamente il rischio di doppio massimo e consentirebbe al trend rialzista di riprendere la sua corsa verso nuovi massimi storici.