Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,27%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,77% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ha virato decisamente in negativo. Principale fattore ribassista il fatto che l'Iran abbia segnalato di non avere alcuna intenzione di avviare colloqui diretti con gli Usa, pur continuando a valutare una proposta di Washington per porre fine alla guerra. Secondo quanto riporta Reuters, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha spiegato che uno scambio di messaggi tra i due Paesi tramite mediatori "non significa avviare negoziati con gli Usa". Mentre la situazione di stallo si concretizza in un andamento meno volatile per i corsi del greggio rispetto al resto della settimana, il clima decisamente negativo per la regione viene confermato da una contrazione intorno all'1,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è poco mosso a fronte di uno yen solo in marginale recupero sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,27% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,22%). Sul fronte macroeconomico, in febbraio il tasso d'inflazione core del Giappone stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è diminuito sul 2,2% annuo dal 2,3% della lettura finale di gennaio (1,9% in dicembre), contro il calo sull'1,6% stimato dagli economisti. Il Services Producer Price Index (Sppi, l'indice dei prezzi dei servizi alle imprese) è invece cresciuto in Sol Levante del 2,7% annuo contro il 2,6% di dicembre e gennaio (2,7% anche in ottobre e novembre) e del consensus. Su base sequenziale l'indice è invece cresciuto dello 0,2% contro la precedente flessione dello 0,5% (invariata la lettura di dicembre).

La Cina annuncia maxi scoperte di terre rare, fluorite e barite nella provincia meridionale dello Sichuan. Una sussidiaria di China Rare Earth Group ha confermato di avere individuato una nuova risorsa di ossidi di terre rare pari a 9,7 milioni di tonnellate nell'area mineraria di Maoniuping, nella contea di Mianning. Tutte ampiamente in negativo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono l'1,09% e l'1,32% rispettivamente, contro un ribasso dell'1,46% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in declino oltre il 2% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione intorno al 2,50%). A Seoul è stato del 3,22% il crollo del Kospi, mentre a Sydney si è limitato allo 0,10% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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