Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, a marzo e giugno scadenze importanti
pubblicato:Entro la fine del mese le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno adottare i formati standard e i medici di base dovranno creare il Profilo Sanitario Sintetico

Le sfide per la sanità nazionale sono destinate a moltiplicarsi nel tempo in un Paese come l’Italia affetto da un grave fenomeno di invecchiamento della popolazione, alle prese con carenze strutturali ancora in attesa di composizione e con uno scenario sanitario frammentato su scala regionale e locale.
Fascicolo Sanitario Elettronico: due scadenze importanti
Il progetto del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) nato ormai nel lontano 2012 per vincere con la digitalizzazione una delle sfide più importanti, quella sulla salute, vive quest’anno due tappe fondamentali.
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Entro il 31 marzo 2026 infatti tutte le strutture sanitarie italiane non solo pubbliche, ma anche private (e non soltanto quelle convenzionate) dovranno adottare i formati standard dei documenti medici di base dei pazienti.
Entro la fine di questo mese anche i medici di base dovranno adeguarsi e compilare il nuovo Profilo Sanitario Sintetico (PSS), in pratica una breve storia clinica del paziente aggiornata dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta. - •
Il nuovo sistema del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) dovrà infatti entrare in funzione completamente entro il prossimo giugno 2026, eliminando le frammentazioni regionali e compiendo un passo avanti decisivo nell’unificazione della infrastruttura digitale sanitaria italiana.
Fascicolo Sanitario Elettronico, gli obiettivi sono ambiziosi
Sarà un passaggio fondamentale anche alla luce degli investimenti del PNRR e del Ministero della Salute: più di 1,3 miliardi di euro nel Fascicolo Sanitario Elettronico e quasi 300 milioni nell’ammodernamento della struttura tecnologica del ministero.
L’obiettivo è creare un ambiente di dati completamente nativi digitali e omogenei, coerenti e portabili su tutto il territorio nazionale.
Sarà anche un passaggio essenziale per il monitoraggio dei LEA, i livelli essenziali di assistenza che il Sistema Sanitario Nazionale si impegna a garantire in tutto il paese.
Ma il Fascicolo Sanitario Elettronico intende soprattutto essere uno strumento al servizio del cittadino, per consultare i referti delle visite e dei referti online per esempio o per gestire le ricette mediche o ancora per verificare le prenotazioni e i documenti sanitari. Un accesso personalizzato alla sanità tramite SPID o Carta d’identità digitale (CIE).
Per promuoverlo sono anche stati allestiti oltre 4.000 presidi attivi, i Punti Digitale Facile.
Gli ultimi dati al 30 settembre 2025 indicano comunque un discreto successo del programma in un Paese che spesso soffre, come ha evidenziato anche il Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, di analfabetismo digitale (solo il 45% della popolazione italiana ha le competenze digitali di base).
Allo scorso settembre erano 6,5 milioni i cittadini che avevano usato il fascicolo sanitario elettronico nei tre mesi precedenti.
Ben 139 mila medici specialisti erano abilitati al fascicolo e il programma contava 29 modelli di documenti disponibili e 33 tipi di servizi al cittadino.
Si possono citare, solo a titolo di esempio, i verbali di pronto soccorso e il certificato di stato vaccinale, le cartelle cliniche e i referti di radiologia o di laboratorio.
Per il personale sanitario si tratta di una grande risorsa che può velocizzare e migliorare l’accesso a dati essenziali dei pazienti, per i cittadini è l’opportunità di una cartella clinica completa a portata di mano in caso di emergenza, una rete di protezione digitale che può fare la differenza.