Banca MPS in rialzo e in controtendenza dopo i dati

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
7 min

Il dividendo in arrivo vale il 9% del titolo (payout ratio) e non sono da escludere un buyback o un acconto in autunno in caso di delisting di Mediobanca. Guidance confermata, risultati del trimestre oltre le attese, il caso Generali e altro ancora

Banca MPS in rialzo e in controtendenza dopo i dati
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

MPS ha battuto il consensus raccolto da Bloomberg sui dati del primo trimestre: l’utile netto di periodo della banca senese nuovamente guidata dall’ad Luigi Lovaglio ha chiuso il periodo con un utile netto complessivo di 520,8 milioni di euro, dei quali 216 milioni di euro da Mediobanca, ben superiore alle stime di consensus ferme a 429 milioni di euro.

L’azione reagisce con grinta, dopo la call con gli analisti, e segna un rialzo del 2,9% a € 9,601 I massimi di quota 9,69 aggiornano i picchi di periodo muovendosi in territorio inesplorato dal luglio del 2022 a oggi. Il contesto eppure è sfavorevole. Oggi sui mercati azionari prevale il pessimismo per gli impatti del caro-petrolio e della guerra in Iran. Il Ftse MIB perde lo 0,89%; l’Euro Stoxx Banks segna un pesante ribasso dell’1,23%; il Ftse Italia Banche cede lo 0,85% Una cornice rossa che insomma rende ancora più rimarchevole l’apprezzamento odierno del mercato per MPS.

  • Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n

MPS, il dividend yield della cedola in arrivo supera il 9% e non si può escludere un altro acconto in autunno

Sicuramente giova l’approssimarsi del ricco dividendo della banca senese. L’assemblea dello scorso 15 aprile 2026 ha approvato la cedola da ben 0,86 euro che significa la restituzione ai soci di oltre 2,61 miliardi di euro. Nonostante un rally del 39% a Piazza Affari dal doppio minimo di marzo a 6,85 e l’approdo oltre i 9,54 euro, il dividendo che andrà in stacco il prossimo 18 maggio e in pagamento due giorni dopo, incorpora un ricchissimo dividend yield dell'8,96%

Oggi un analista ha chiesto ai manager anche se, come anticipato, ci sia la possibilità entro l’anno, in caso di delisting di Mediobanca, di un ulteriore dividendo straordinario. La risposta è stata che ad agosto, con i dati del semestre, si deciderà se ci sono le condizioni per la distribuzione in autunno di un acconto sul dividendo.

Già tutto questo renderebbe ghiotta ogni occasione di ribasso (come durante i primissimi scambi di oggi) per un ingresso sul titolo in un’ottica di lungo periodo.

Il piano Lovaglio ereditato da Lovaglio stesso e mai smentito dall’annuncio dello scorso 27 febbraio (sì un giorno prima della guerra in Iran) d'altronde procede a gonfie vele e ne sono confermati i target.

E' importante indicare anche che oggi Lovaglio ha confermato il ricorso al buyback. Mps è rimasta una delle poche grandi banche italiane a non integrare il riacquisto di titoli propri nella remunerazione e a gennaio un report di Deutsche Bank aveva acceso i corsi della Piazza Salimbeni con l'ipotesi di un buyback. Attualmente la remunerazione prevista dal piano di MPS 2026-2030 prevede un payout ratio del 100% (quota degli utili distribuibili) che dovrebbe portare agli azionisti 16 miliardi nei 5 anni, ossia oltre 3 miliardi di euro l’anno ai soci, facendo leva sull’integrazione con Mediobanca e i suoi vantaggi.

Passiamo ai numeri di oggi.

MPS nel trimestre l’integrazione comincia a carburare e i numeri di Mediobanca pesano

GRUPPO MONTEPASCHI (€ mln)

consolidato

di cui Mediobanca

Consensus Bloomberg

Margine di interesse

1035,8

488,6

1022

Commissioni nette

618,3

208,5

609

Totale Ricavi

1959,7

925,2

1913

Oneri operativi

(858,7)

(386,2)

Risultato Operativo Netto (ex costo credito clientela e altre rettifiche di valore)

1101

539

1019

Risultato operativo netto

946,8

456,5

Utile Capogruppo ante PPA

585

280

Impatto PPA

-64

Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo

520,8

216

429

UTILE PER AZIONE (EPS) (€)

0,171

n.a.

I dati sono solidi, anche se l’utile della sola MPS senza Mediobanca, da 304,8 milioni di euro nel periodo segna un calo teorico del 26,2% sui 413,1 milioni del primo quarto del 2025. Ma pesano appunto fattori straordinari (tassi, minorities, PPA…).
Il conteggio è complesso l’utile della capogruppo trimestrale sarebbe di 585 milioni a fine marzo ante PPA, con l’impatto dell’allocazione del prezzo di acquisto (la PPA appunto) da 65 milioni di euro si scende a 520,8 milioni, comunque ben oltre i 429 milioni del consensus citato di Bloomberg.

Il 52% dei ricavi da quasi 2 miliardi a trimestre di MPS viene dal margine di interesse: non a caso gli analisti hanno chiesto conferme sulla sensibilità ai tassi d’interesse del gruppo (sensitivity) e questa è stata indicata in circa 50 milioni per ogni punto percentuale di rialzo. Non è un tema secondario: il mercato teme rialzi dei tassi BCE a contrasto della crisi iraniana e dei prezzi energetici. C’è poi da considerare che a fine 2025 MPS aveva esposizioni a titoli di Stato per circa € 24,64 mld (titoli di debito+finanziamenti+derivati su crediti) e 19,2 miliardi erano su titoli del debito pubblico italiano, che ovviamente a valori di mercato si deprezzano se i rendimenti salgono…

Costi di integrazione? È confermata la stima di 300 milioni di euro.

  • Per attivare la tua prova del nostro servizio di segnali intraday sui future Ftse Mib ed Eurostoxx 50 segui questo link https://buy.stripe.com/6oUaEWespbmA1sT5ZR53O3m oppure contatta lo +39 375 642 2515, anche via WhatsApp, per maggiori informazioni.

MPS, il dossier Generali? Resta un nice-to-have (con opportunità industriali)

Generali? Viene conferma la prospettiva “nice-to-have” che oggi viene declinata sul non vendiamo le quote di una società che ha contribuito già molto.

La questione è dirimente: il grande sponsor della rielezione di Lovaglio alla guida di MPS è stato Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio che sembra si stia agglomerando intorno al controllo con il 50% e forse più in mano a Leonardo Maria. Ora la Delfin potrebbe anche decidere di liquidare alcuni investimenti diretti o indiretti nel portafoglio che, oltre a EssilorLuxottica, comprende  il 17,53% della stessa MPS, mentre la controllata della banca senese Mediobanca ha in pancia il 13,32% di Generali di cui poi la stessa Delfin ha un altro 10,15%

Bene se Generali faceva circa la metà del valore e degli utili di Mediobanca, anche ora la quota del Leone è probabilmente qualcosa di più di un nice-to-have, ma la base di nuove collaborazioni industriali.

Soprattutto se si considera che l’anno prossimo scadrà la storica partnership nella bancassurance di MPS con Axa.

Intanto già si procede alla distribuzione dei prodotti di Mediobanca SGR negli sportelli di MPS che ospitano anche le soluzioni di Anima, sembra, non in conflitto per target di clientela.

L’apertura di Banco BPM a eventuali ingressi in Anima non ha ottenuto eco a Siena, almeno il management non si è pronunciato esplicitamente in proposito, ribadendo invece l’attenzione per l’asset manager: a fine 2024 (prendiamo i dati dall’offerta di Banco BPM su Anima) il 16,3% degli attivi in gestione retail di Anima faceva riferimento a MPS, praticamente il secondo canale più importante dopo il 28,8% di Banco BPM che poi se l’è comprata infatti e ha anche rilevato il 3,741% della stessa MPS.

In questo puzzle difficilmente ogni nuova mossa concreta sfuggirebbe alle suggestioni di un nuovo risiko…

Restando nella parte esplorata della cartina, bisogna almeno accennare al CET1 ratio del 15,9%: su attivi ponderati per il rischio (RWA) presi dai dati di fine 2025 significa un capitale primario proprio di quasi 13,94 miliardi circa, diminuito di 30 punti base in tre mesi, ossia di circa 263 milioni di euro, ma solido in valore assoluto e percentuale.

La richiesta per i benefici del Danish Compromise, che dovrebbe ridurre l’assorbimento di capitale relativo alle partecipate assicurative (Generali ma non solo) è stata già inoltrata alla BCE con un interpello.

Forse, visto che le cose vanno tanto bene, conviene attendere un passo alla volta.