Borsa Italiana, Moncler e Sanlorenzo sotto i riflettori
pubblicato:La fase di debolezza del lusso denunciata da Berenberg pesa sulla società dei piumini. Il gruppo degli yacht invece approfitta delle promozioni seguite ai risultati trimestrali. Ecco i livelli da monitorare

Moncler scivola del 5%: il mercato torna a temere la debolezza strutturale del lusso.
Moncler, allarme sul lusso da Berenberg
Berenberg lancia un nuovo allarme sul settore: “La crescita del lusso resta anemica e i consumatori cinesi continuano a fare fatica”.
Dal punto di vista tecnico, Moncler torna a testare un supporto chiave tra 51 e 50,60 euro: sotto quei livelli rischio deterioramento del quadro grafico.
Seduta pesante per Moncler, che lunedì ha chiuso a 51,78 euro in calo del 4,99%, dopo avere oscillato tra un massimo a 54,36 e un minimo a 51,40 euro. Il movimento conferma la fragilità che continua a caratterizzare l’intero comparto del lusso europeo, sempre più penalizzato dai dubbi sulla tenuta della domanda globale.
A pesare sul sentiment sono soprattutto le considerazioni degli analisti di Berenberg, secondo cui i dati del primo trimestre mostrano una debolezza più strutturale del previsto. Per gli esperti, anche correggendo l’effetto delle tensioni geopolitiche nel Golfo, “la crescita del comparto resta anemica” e iniziano a emergere dubbi sul fatto che il lusso possa ancora essere considerato un vero settore di crescita.
Il nodo centrale resta soprattutto la domanda cinese. Secondo Berenberg: i consumatori cinesi continuano a mostrare difficoltà, la clientela “aspirazionale” resta sotto pressione, e il problema oggi non è tanto la volontà di acquistare, quanto la capacità di spesa dei consumatori.
In altre parole, il rallentamento economico globale e il peggioramento del clima di fiducia stanno iniziando a colpire anche un settore che negli ultimi anni sembrava quasi immune ai cicli economici.
Per questo motivo gli analisti mantengono un approccio prudente sul comparto:
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buy su Brunello Cucinelli ed Hermès,
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hold su Moncler, LVMH, Richemont e Burberry,
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sell invece su Kering e Swatch.
Moncler, ritorno su un sostegno di rilievo
Dal punto di vista tecnico Moncler torna su un supporto decisivo
Il grafico di Moncler mostra una situazione tecnica ancora molto incerta nel breve periodo.
Dopo il forte recupero partito dai minimi di febbraio in area 46,90 euro, il titolo ha tentato più volte di riportarsi verso i massimi relativi di novembre 2025 a 59,40, ma senza riuscire a completare il breakout oltre area 59 euro.
Dal punto di vista grafico si nota chiaramente come i prezzi si stiano muovendo all’interno dell’ampia fascia delimitata dai ritracciamenti di Fibonacci del ribasso dai massimi di febbraio.
In particolare: area 55,80/56 euro rappresenta la prima resistenza critica, coincidente con il massimo del 7 maggio mentre la zona compresa tra 51 e 50,60 euro rappresenta un supporto molto importante, visto che lì passano sia il 61,8% di ritracciamento sia la base del gap rialzista aperto il 20 febbraio.
Ed è proprio quest’ultima area il livello tecnico probabilmente più importante nel breve termine. Finché Moncler riuscirà a restare sopra 50,50/51 euro, il movimento in corso potrebbe essere interpretato come una semplice fase laterale di consolidamento dopo il rimbalzo primaverile.
Sotto quei livelli invece il rischio tecnico peggiorerebbe sensibilmente, con possibile ritorno verso i minimi di marzo in area 46,50/47 euro.
Al rialzo invece il quadro migliorerebbe soltanto con il superamento stabile di area 56 euro. In quel caso il titolo potrebbe tentare un nuovo attacco ai massimi annuali in area 59 euro.
Il problema di fondo resta comunque legato al contesto del settore lusso europeo, che continua a muoversi tra: rallentamento della domanda cinese, consumatori più prudenti, pressioni sui margini, e timori legati alla crescita globale.
Per questo motivo molti titoli del comparto stanno mostrando movimenti molto più nervosi e laterali rispetto alla forza vista negli ultimi anni. Moncler, almeno per ora, sembra ancora inserita in questa fase di equilibrio instabile tra aspettative di recupero e timori di rallentamento macroeconomico.
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Sanlorenzo, rally in avvio di ottava, promossi i risultati trimestrali
Avvio di ottava all'insegna del rialzo per Sanlorenzo che ha toccato un massimo a 37,90 euro prima di rinculare in chiusura a quota 36,00 pur facendo registrare un guadagno superiore ai 4 punti percentuali.
Banca Akros e Mediobanca hanno incrementano i rispettivi target price sul titolo portandoli a 47 e 46 euro dopo i risultati trimestrali e il piano al 2028.
I primi tre mesi del 2026 sono andati in archivio con ricavi in crescita del 4%, EBITDA a 38,5 milioni (+4%) e margine a +17,3%.
Il risultato netto si è attestato a 22,3 milioni (+5,1%) mentre la raccolta ordini è stata di 223,2 milioni (+25,4%).
Il piano industriale 2026-2028 prevede ricavi in crescita annua media di almeno il 6%, margine EBITDA ad almeno il 19%. Per il 2026 attesi ricavi a +2/6 per cento, margine EBITDA a 18,4-18,8 per cento e risultato netto a 108-114 milioni dai 107,4 nel 2025.
Sanlorenzo, i prezzi superano la resistenza dei 35,50 euro
I numeri della trimestrale hanno risvegliato l'interesse sul titolo che nelle ultime due sedute è salito con forza sostenuto da forti volumi.
I prezzi hanno oltrepassato la resistenza a 35,50 euro che li aveva respinti sia ad aprile che lo scorso febbraio, accelerando poi fino a 38,00 euro circa.
Il superamento di quota 35,50 rappresenta un primo importante segnale di continuazione per il rialzo in atto dai bottom di marzo a 28,05 euro, che nell'immediato dovrà però essere confermato. Ed il movimento di ieri no sembra fornire grandi margini di manovra al titolo, che ora si trova al di sopra dell'ostacolo per circa 50 centesimi. La chiusura odierna sarà dunque importante per valutare l'attendibilità del segnale e le possibilità che i prezzi possano procedere verso gli obiettivi a 38,30 in prima battuta e più in alto a 39,60 e 42,00 euro circa.
Flessioni sotto 35,25 invece ridimensionerebbero la forza del rialzo, per quanto sarebbe soltanto la successiva violazione di quota 34,50 ad introdurre un ribasso più marcato.