Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,74%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,98% venerdì in chiusura comunque nella seconda ottava consecutiva di declino), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata virando decisamente in negativo.

Come nota la Cnbc, gli investitori temono che il conflitto in Medio Oriente possa continuare ancora a lungo, mantenendo elevato il prezzo del petrolio e alimentando l'inflazione. Lo U.S. Secretary of the Treasury (ministro del Tesoro di Washington) Scott Bessent ha annunciato misure per contribuire a stabilizzare i rendimenti dei titoli di Stato Usa, con effetti però blandi.

In settimana riflettori sull'Economic Policy Symposium organizzato dalla Federal Reserve Bank (Fed) di Kansas City a Jackson Hole, in Wyoming. Dal 27 al 29 agosto ospiterà banchieri centrali, responsabili politici, accademici ed economisti da tutto il mondo e, ovviamente, c'è attesa per l'intervento del chairman della Fed Kevin Warsh. Il clima decisamente ribassista per la regione si concretizza intanto in una contrazione intorno all'1,90% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale espansione a fronte di uno yen sostanzialmente invariato sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,74% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi invece dello 0,15%).

Tra i singoli titoli da segnalare il crollo di quasi il 5% registrato in intraday da SoftBank Group Corporation, dopo che la conglomerata tecnologica nipponica ha annunciato piani per un'emissione obbligazionaria da 1.000 miliardi di yen (pari a 5,39 miliardi di euro). I corporate bond non garantiti con scadenza a sette anni saranno offerti principalmente a investitori individuali in Giappone (secondo quanto riporta la Cnbc con un tasso d'interesse annuo preliminare compreso tra il 4,30% e il 4,90%).

Tutte ampiamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,80% e l'1,40% rispettivamente, contro un calo superiore al 2% per lo Shenzhen Composite. Molto male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di circa l'1,90% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un crollo di quasi il 4%).

A Sydney è stato dello 0,49% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è di oltre il 3% la contrazione del Kospi. Samsung Electronics perde quasi il 9% dopo che venerdì aveva annunciato che restituirà agli azionisti da 90.000 a 110.000 miliardi di won (fino a quasi 68 miliardi di euro) nel 2026. Il colosso dell'elettronica sudcoreano venerdì aveva anticipato il piano di remunerazione degli investitori definendolo il "più grande di sempre per un'azienda coreana".

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