Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,74%
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,35% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza si consolida al ribasso. Timori tra gli investitori per l'annuncio di Donald Trump di un blocco navale sui porti iraniani dopo il flop dei negoziati tra Washington e Teheran. La mossa di Trump ha come bersaglio la Cina ma l'effetto immediato è una nuova impennata dei corsi del greggio. Nel frattempo la finanza torna protagonista a Wall Street con l'avvio della tornata di trimestrali della Corporate America guidata da Goldman Sachs, Citigroup, Jp Morgan Chase & Co., Bank of America e Morgan Stanley (ma in settimana presenteranno i risultati tra gli altri anche Johnson & Johnson, Netflix e PepsiCo). Il clima negativo per la regione si concretizza intanto in una contrazione intorno all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, segna un progresso superiore allo 0,30% a fronte di un calo di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,74% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,45%). Sul fronte macroeconomico, in marzo la massa monetaria M2 è cresciuta in Giappone del 2,0% annuo, in accelerazione dall'1,7% di febbraio, a 1.274.900 miliardi di yen (6.857 miliardi di euro). La lettura si confronta con il progresso dell'1,6% del consensus. La massa monetaria M3 è invece salita dell'1,4% contro l'1,2% precedente.
In marzo la produzione di auto è rimbalzata in Cina del 74,4% annuo, a 2,92 milioni di unità, dopo il crollo del 20,5% di febbraio. Le vendite sono invece cresciute del 60,6% annuo a circa 2,90 milioni di veicoli. Performance trainata dai mercati esteri (in aumento del 74,0% annuo), a fronte della debolezza registrata in casa (15,2% il declino delle vendite domestiche). Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite si muove sulla parità, contro rialzi di circa lo 0,20% e lo 0,50% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Male invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di oltre l'1% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un calo comunque intorno allo 0,80%). A Seoul è superiore all'1% la flessione del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,39% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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