Banca MPS, la vittoria di Lovaglio

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Decisivo il sostegno degli eredi Del Vecchio, di Banco BPM, di diversi istituzionali e piccoli azionisti. Sconfitta la lista del cda sostenuta da Caltagirone. Lovaglio conferma il piano di integrazione con Mediobanca, ma si apre un dossier Generali

Banca MPS, la vittoria di Lovaglio
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Festeggia ancora a Piazza Affari il titolo di Banca MPS e segna in queste ore un altro rialzo del 3,03% a 8,868 euro: dai minimi del 23 marzo scorso, il recupero del titolo è di quasi il 30%, ma tutta l’attenzione degli operatori è concentrata ora sull’elaborazione degli esiti sorprendenti e storici dell’assemblea degli azionisti di ieri che ha riconsegnato la guida operativa della banca senese all’amministratore delegato uscente Luigi Lovaglio.

Banca MPS, l'ampio consenso raccolto dalla lista con Lovaglio

Dopo circa 8 ore dei lavori degli azionisti, alla presenza del 65,15% del capitale e con le inedite difficoltà della prima applicazione importante della nuova Legge Capitali sulle liste del cda (tra l'altro si segnala il voto individuale sui singoli candidati), il responso del mercato è stato chiaro e l’approvazione della lista di PLT Holdings senza incertezze.

La lista dell’imprenditore romagnolo delle rinnovabili Pierluigi Tortora, dotata di una partecipazione di poco superiore all’1% del capitale di MPS, che ha ricandidato proprio Luigi Lovaglio per l’incarico di ad dell’istituto è riuscita a ottenere quasi il 50% dei voti dei presenti (il 49,953% per l’esattezza) ottenendo con gli 8 consiglieri candidati l’appoggio di diversi azionisti strategici di Piazza Salimbeni, l’hanno infatti sostenuta, tra gli altri:

  • Il primo azionista della banca senese, la Delfin degli eredi Del Vecchio forte del 17,5%

  • Banco BPM, titolare del 3,74% del capitale, deciso a difendere la rete della sua Anima Holding

  • Fondi di investimento e istituzionali di rango come BlackRock e Norges Bank che sono quindi andati contro le indicazioni di proxy advisor come ISS e Glass Lewis

  • Una cospicua fetta di investitori minori, family office e piccoli azionisti

Al 20% delle quote Delfin e Banco BPM si è insomma sommato un 30% circa di istituzionali e piccoli azionisti che hanno decretato quindi il pieno sostegno a Luigi Lovaglio, ritenuto l’artefice del rilancio di MPS e della conquista di Mediobanca (la cui integrazione quindi proseguirà senza incertezze).

Banca MPS, il caso Generali e l'integrazione con Mediobanca

Secondo diversi osservatori proprio la volontà di tenere fuori la politica e le divisioni su Generali, partecipata al 13,1% dalla stessa Mediobanca, dal nocciolo duro del piano industriale sull’asse MPS-Mediobanca avrebbe convinto gli eredi Del Vecchio della necessità di procedere con la valorizzazione di questo processo architettato proprio da Lovaglio.

Con l’implicita separazione delle strade di Delfin da quella di Caltagirone, che forte del 13,5% di MPS e del sostegno di alcune casse previdenziali ha conferito invece le proprie quote alla lista del cda, guidata da Nicola Maione.

Quel 13,1% del Leone di Trieste rimane per Lovaglio un “nice to have” senza prospettive strategiche immediate, al punto che qualcuno torna a ipotizzare interventi di cavalieri bianchi come Unicredit o Intesa Sanpaolo.

La Lista n. 1, quella del cda data alla vigilia per favorita, si ferma così al 38,795% dei voti dei presenti e invia 6 manager (tutti di grande esperienza) al consiglio di amministrazione di MPS.

Rimane un posto solo per la lista dei fondi Assogestioni che ottiene poco meno del 7% dei voti.

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MPS, la composizione del nuovo cda

In definitiva questa la composizione del nuovo cda con l’origine della candidatura

Membro Cda

Lista di riferimento

Cesare Bisoni (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Luigi Lovaglio

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Flavia Mazzarella (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Livia Amidani Aliberti (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Massimo di Carlo (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Patrizia Albano (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Carlo Corrardini (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Antonella Centra (*)

Lista 3 PLT (pro Lovaglio)

Nicola Maione (*)

Lista 1 del cda

Fabrizio Palermo (*)

Lista 1 del cda

Corrado Passera (*)

Lista 1 del cda

Carlo Vivaldi (*)

Lista 1 del cda

Paolo Boccardelli (*)

Lista 1 del cda

Antonella Centra (*)

Lista 1 del cda

Paola De Martini (*)

Lista 2 Assogestioni

(*) dichiaratosi in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’art. 15 dello Statuto: requisiti di indipendenza stabiliti dagli articoli 147-ter e 148 del TUF, dall’art. 13 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 169/2020 e dalle raccomandazioni contenute nel Codice di Corporate Governance

Dopo l’esito delle votazioni Nicola Maione, numero uno della lista del cda, ha rinunciato alla candidatura alla presidenza di Banca MPS.

Si riapre così il confronto tra i due blocchi sul vertice dell’istituto, in pole come primo esponente della Lista n. 3 Cesare Bisoni, ma si dovranno decidere anche i due vicepresidenti e i manager di rilievo nel nuovo board non mancano.

Lo stesso Lovaglio ha cercato di raffreddare le tensioni, smentendo ogni ipotesi di ‘spirito di rivincita’ e confermando la concentrazione sull’implementazione del piano di integrazione con Mediobanca già approvato dalla BCE.

Il piano porta la sua firma ed è stato presentato per mesi durante la sfidante conquista di Piazzetta Cuccia. In molti si sono chiesti se i segnali della Banca Centrale e i richiami all’esperienza manageriale richiesta al top management di MPS non abbiano avuto un ruolo di peso nel dibattito sul rinnovo del cda della banca senese.

Gli equilibri hanno già avviato una nuova fase di consolidamento.