Rottamazione per Tari, IMU, bollo auto e persino multe: ecco come funziona

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
3 min

Al cittadino l’onere dell’approfondimento del caso, i comuni vanno in ordine sparso

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La data in rosso nel calendario dei comuni italiani è il prossimo 30 giugno: entro la fine del mese dovranno infatti decidere se aderire alla rottamazione quinquies, per i debiti affidati all’Agenzia entrate-Riscossione relativi appunto a Imu (tassa immobili), Tari (rifiuti), bollo auto e multe stradali.

La data coincide con il termine entro il quale l’Agenzia deve inviare la comunicazione ai cittadini che hanno aderito alla rottamazione quinquies specificando l’accoglimento o il rifiuto della domanda, ma questo è un altro discorso.

Rottamazione TARI, IMU, multe... le date

In questo caso si parla delle previsioni della Legge 22 maggio 2026, n. 88 che specifica che la rottamazione o, più tecnicamente, la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia dalle regioni e dagli enti locali tra il 1° gennaio 2000 e il 21 dicembre 2023 deve essere pubblicata nel sito internet istituzionale degli enti e comunicati all’agente di riscossione entro il 30 giugno 2026. Lo stesso agente di riscossione entro il 15 giugno 2026 deve rendere disponibili le modalità delle comunicazioni nel proprio sito internet.

Rottamazione a macchia di leopardo

In realtà la geografia del provvedimento sarà da subito frastagliata perché la rottamazione si applica soltanto ai carichi affidati all’Agenzia delle entrate – Riscossione e non coinvolge, per esempio, le riscossioni gestite in proprio dagli enti locali o affidate a privati.

Solo dopo queste comunicazioni la palla passerà al cittadino: per la rottamazione (definizione agevolata) si potrà presentare domanda tra il 16 settembre 2026 e il 31 ottobre 2026, sempre e solo telematicamente. L’Agenzia dovrà comunicare sul proprio sito internet le modalità previste entro il 15 settembre 2026.

La questione causerà delle asimmetrie ed è stata oggetto di scontro tra gli enti locali e il governo centrale sul decreto legislativo sul federalismo approvato nel maggio 2025. Il Decreto Legislativo approvato lo scorso luglio ha infatti esteso agli enti locali la rottamazione, ossia la definizione agevolata delle cartelle (vedasi Testo del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, art. 10 quinquies): adesso è valida anche per i debiti tributari e non degli enti locali affidati nel periodo citato all’Agenzia con la sola eccezione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. Così si cristallizza la prossima scadenza del 30 giugno.

Rottamare sì, ma cosa?

Ma il cittadino cosa potrà rottamare? Bene Imu non pagata, TARI e altri prelievi locali arretrati, entrate patrimoniali e tariffe non versate e sanzioni amministrative come le multe stradali potrebbero rientrare nel perimetro dei tributi rottamati. Bisogna però specificare che per le multe stradali la definizione agevolata è limitata e non può riguardare l’importo della sanzione principale, ma soltanto gli interessi comunque denominati.