Rottamazione per Tari, IMU, bollo auto e persino multe: ecco come funziona
pubblicato:Al cittadino l’onere dell’approfondimento del caso, i comuni vanno in ordine sparso

La data in rosso nel calendario dei comuni italiani è stata rinviata dal prossimo 30 giugno al 31 luglio. Un mese in più insomma per decidere se aderire alla rottamazione quinquies, per i debiti affidati all’Agenzia entrate-Riscossione relativi appunto a Imu (tassa immobili), Tari (rifiuti), bollo auto e multe stradali.
La data coincideva con il termine entro il quale l’Agenzia deve inviare la comunicazione ai cittadini che hanno aderito alla rottamazione quinquies specificando l’accoglimento o il rifiuto della domanda, ma questo è un altro discorso. Adesso gli enti locali hanno più tempo per la scelta, dopo l'ultimo intervento in Commissione Finanze del Senato il 10 giugno 2026.
Rottamazione TARI, IMU, multe... le date
In questo caso si parla delle previsioni del DDL di conversione del decreto legge n. 63 del 2026 (il 'carburanti ter') che specifica che la rottamazione o, più tecnicamente, la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia dalle regioni e dagli enti locali tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 deve essere pubblicata nel sito internet istituzionale degli enti e comunicati all’agente di riscossione entro il 31 luglio 2026.
Lo stesso agente di riscossione entro il 15 giugno 2026 deve rendere disponibili le modalità delle comunicazioni nel proprio sito internet.
Lo slittamento di un mese per la scelta degli enti locali è stato anche scelto per venire incontro alle indicazioni di ANCI e IFEL che hanno denunciato un termine troppo ravvicinato per la maggior parte degli enti e a rischio per diversi comuni dove si terranno elezioni tra maggio e giugno.
Rottamazione a macchia di leopardo
In realtà la geografia del provvedimento sarà da subito frastagliata perché la rottamazione si applica soltanto ai carichi affidati all’Agenzia delle entrate – Riscossione e non coinvolge, per esempio, le riscossioni gestite in proprio dagli enti locali o affidate a privati.
Solo dopo queste comunicazioni la palla passerà al cittadino: per la rottamazione (definizione agevolata) si potrà presentare domanda nella nuova finestra tra il 16 ottobre 2026 e il 15 dicembre 2026, sempre e solo telematicamente. L’Agenzia dovrà comunicare sul proprio sito internet le modalità previste entro il 15 settembre 2026.
La questione causerà delle asimmetrie ed è stata oggetto di scontro tra gli enti locali e il governo centrale sul decreto legislativo sul federalismo approvato nel maggio 2025. Il Decreto Legislativo approvato lo scorso luglio ha infatti esteso agli enti locali la rottamazione, ossia la definizione agevolata delle cartelle (vedasi Testo del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, art. 10 quinquies): adesso è valida anche per i debiti tributari e non degli enti locali affidati nel periodo citato all’Agenzia con la sola eccezione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. Così si sposta la prossima scadenza al 31 luglio.
Rottamare sì, ma cosa?
Ma il cittadino cosa potrà rottamare? Bene Imu non pagata, TARI e altri prelievi locali arretrati, entrate patrimoniali e tariffe non versate e sanzioni amministrative come le multe stradali potrebbero rientrare nel perimetro dei tributi rottamati. Bisogna però specificare che per le multe stradali la definizione agevolata è limitata e non può riguardare l’importo della sanzione principale, ma soltanto gli interessi comunque denominati.