In calo Dea (Distribuzione Elettrica Adriatica) nonostante l’avvio del buyback

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
2 min

L'azione ancora poco liquida nel secondo periodo di esercizio dei warrant

Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

In calo il titolo di Dea (Distribuzione Elettrica Adriatica) nel pomeriggio: il titolo cede l’1,79% e si riporta a 8,25 euro. I volumi di scambio sono ancora molto limitati (oggi passati appena mille pezzi contro i 3.740 appena della media giornaliera dell’ultimo mese). Si può notare che dopo un massimo storico aggiornato a 9,75 euro lo scorso 23 febbraio, l’azione ha perso circa il 15% del proprio valore, tra scambi ridotti.

Un po’ di sollievo alla liquidità potrebbe però arrivare dall’avvio, annunciato ieri a mercato chiuso, di un piano di acquisto di titoli propri (buyback), va però ricordato l’avvio da inizio giugno e fino al prossimo 30 del mese del secondo periodo di esercizio dei Warrant Dea 2024-2027 (SIN IT0005600231) ma con un prezzo di esercizio a € 11,20

.Il titolo presenta un lotto minimo di negoziazione di 200 azioni e come diverse piccole società dell’EGM una governance in qualche modo blindata da oltre 4,88 milioni di azioni a voto plurimo (10:1) a fronte di 3 milioni circa di azioni ordinarie a voto unitario.

Significa in pratica il 94% dei voti in mano ai soci di riferimento (Astea Spa, Odoardo Zecca Spa e in misura minore Asp Srl.) per una capitalizzazione complessiva di 65,29 milioni di euro o meglio di meno di 25 milioni se si escludono le azioni a voto plurimo.

Queste ultime comunque si convertono in ordinarie su richiesta del titolare o al cambio di titolarità (compravendita).

Il gruppo DEA è molto solido e ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati in crescita da 32,9 a 39,4 milioni con utile d’esercizio del gruppo balzato da 5,64 a 6,34 milioni di euro.

L’assemblea di fine aprile ha anche approvato un dividendo da 30 centesimi per azione, staccato poi lo scorso 25 maggio. Sulla chiusura del venerdì precedente a 8,3 euro, ha significato un rendimento del 3,61% (dividend yield).