Asia-Pacific in negativo. Il Nikkei 225 perde un netto 2,12%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una partenza d'ottava in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,12% lunedì mentre il Dow Jones Industrial Average ha superato per la prima volta nella storica i 53.000 punti), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza ha virato decisamente in negativo.

Ancora una volta a spingere al ribasso i listini è il settore tecnologico, che continua a essere estremamente volatile, dopo avere sostenuto gli acquisti a New York. A Seoul gli scambi sono stati interrotti per una ventina di minuti dopo che il Kospi aveva toccato un crollo superiore all'8% (secondo il quotidiano The Chosun Daily è la sesta volta che succede quest'anno).

A deprimere l'indice sono stati ancora i colossi delle memorie Sk Hynix e Samsung Electronics (con tracolli nell'ordine del 10%). E il clima ribassista per la regione si è concretizzato in un calo superiore al 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in progresso di circa lo 0,10% a fronte di una flessione di pari ammontare per lo yen sul biglietto verde, che rimane intorno ai minimi di 40 anni (nei confronti della sterlina si è invece avvicinato al livello più basso dal 2007). A Tokyo il Nikkei 225 perde un netto 2,12% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,97%).

Sul fronte macroeconomico, in maggio i salari medi totali sono aumentati in Giappone del 3,2% annuo, in frenata rispetto al 3,6% di aprile (3,1% in marzo). I salari reali sono però saliti dell'1,4% annuo contro il 2,0% di aprile (1,4% anche in marzo).

La spesa delle famiglie è invece scesa dello 0,4% annuo, in miglioramento rispetto allo 0,5% di aprile e contro il calo del 2,3% del consensus. Su base sequenziale i consumi sono saliti del 3,7% contro l'1,6% precedente e il progresso dell'1,4% atteso.

Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1,60% e l'1,30% rispettivamente, contro un declino di ben oltre il 2% per lo Shenzhen Composite.

Male anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa lo 0,80% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con un ribasso intorno all'1,40%).

A Sydney è stata dello 0,31% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione, mentre a Seoul è superiore al 5% il crollo del Kospi. Samsung Electronics è in flessione di oltre il 7% nonostante abbia comunicato risultati preliminari da record per il secondo trimestre. Gli investitori hanno infatti guardato soprattutto al dato relativo all'aumento della spesa.

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