Asia-Pacific in negativo. Il Nikkei 225 perde un netto 2,54%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una partenza d'ottava ancora in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, deprezzatosi dello 0,52% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al ribasso.

Donald Trump ha escluso che ci possa essere una proroga alla tregua (molto fragile) di 60 giorni con l'Iran terminata lunedì e ha anzi minacciato nuovi interventi militari contro l'Oman. A gettare benzina sul fuoco contribuisce Israele che smentisce Washington su un possibile passo indietro a Gaza e continua a portare avanti l'offensiva contro Hezbollah in Libano.

Mentre sono ripresi anche gli attacchi contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz i primi effetti sono sui corsi del greggio. E il clima ribassista per la regione si concretizza in un calo superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale recupero a fronte di un indebolimento superiore allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde un netto 2,54% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dell'1,05%).

Il rendimento sui Treasury trentennali Usa ha raggiunto il 5,32% sui massimi addirittura dal giugno 2007 e quello sui Japanese Government Bond (Jgb) decennali di nuova emissione si avvicina alla soglia psicologica del 3% su aspettative del mercato per una accelerazione nella stretta monetaria da parte della Bank of Japan (BoJ) e su preoccupazioni di natura fiscale.

Contrastate ma complessivamente in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite si muove poco sopra la parità, contro perdite di circa lo 0,50% e lo 0,70% per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Altalenante anche la performance di Hong Kong: l'Hang Seng è infatti sostanzialmente invariato (l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica perla Corporate China, è invece in calo di circa lo 0,20%).

A Seoul è ampiamente superiore al 2% la contrazione del Kospi, mentre a Sydney si è limitato allo 0,04% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura. Recupero per la fiducia dei consumatori in Australia. Il Westpac-Melbourne Institute Index of Consumer Sentiment è infatti salito in agosto del 6,0% mensile a 88,9 punti. L'indice è però crollato del 9,7% su base annua.

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