Asia-Pacific in negtivo ma il Nikkei 225 segna nuovi massimi
pubblicato:Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi per altro di appena lo 0,03% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista, e di fatto in negativo, è stata confermata. Sotto i riflettori il settore tecnologico (il Nasdaq Composite aveva chiuso con una netta flessione dell'1,18%) in scia all'ennesima trimestrale da record di Nvidia. Il colosso dei chip (peggiore del Dow Jones con un crollo del 5,46%) è stato punito sul listino nonostante risultati sopra le attese. Gli investitori, infatti, si sono focalizzati sullo stallo nell'investimento da 100 miliardi di dollari in OpenAi annunciato in settembre. La mancata chiusura dell'accordo viene vista come un segnale negativo per il futuro dell'intelligenza artificiale. La tendenza in negativo per la regione si concretizza intanto in una flessione di circa lo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in calo di quasi lo 0,10% a fronte di un rialzo di oltre lo 0,20% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,16% (fa decisamente meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,50%), sui nuovi massimi storici di 58.850,27 punti. Sul fronte macroeconomico, in febbraio il tasso d'inflazione è salito nella regione di Tokyo (benchmark dell'intero Giappone) sull'1,6% annuo dall'1,5% di gennaio. L'indice core dei prezzi al consumo è tuttavia sceso sull'1,8% annuo dal 2,0% precedente. Il dato, che si confronta con l'1,7% del consensus di Reuters, torna sotto al target del 2,0% della Bank of Japan (BoJ) per la prima volta dall'ottobre 2024.
In Cina i consumi crescono ma a crescere di più sono i risparmi. Come sottolinea MarketWatch, infatti, nel 2025 le vendite retail hanno sfondato quota 50.000 miliardi di yuan (6.191 miliardi di euro), in rialzo del 3,7% sul 2024. Secondo le stime della World Bank, il tasso di risparmio delle famiglie cinesi ha invece superato il 30% del reddito disponibile lo scorso anno, livello di gran lunga superiore a quello della maggior parte delle economie sviluppate. Alla fine del primo semestre il totale dei depositi bancari dei consumatori superava già i 160.000 miliardi di yuan (19.811 miliardi di euro). Le piazze cinesi sono complessivamente in positivo. Shanghai Composite e Shenzhen Composite guadagnano lo 0,39% e lo 0,30% rispettivamente, contro un declino dello 0,34% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300. Bene Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in rialzo oltre l'1% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con una crescita di circa lo 0,70%). A Seoul è stato dell'1,00% il ribasso del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,25% l'espansione dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
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