Asia-Pacific in positivo. Nikkei 225 in crescita dello 0,86%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi del 2,07% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è confermata.
La fiducia per una risoluzione del conflitto in Medio Oriente prende il sopravvento sui timori per la sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale concretizzatisi nei giorni scorsi in un'estrema volatilità in particolare per il comparto dello storage.
Washington e Teheran hanno concordato una sospensione delle ostilità, riaprendo il transito nello Stretto di Hormuz, e Donald Trump ha anticipato che una nuova tornata di negoziati si terrà a Doha, in Qatar. Mentre i mercati prezzano il possibile ritorno alla normalità, i corsi del greggio sono in calo ed è intorno all'1% il progresso dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di circa lo 0,20% a fronte di un declino di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,86% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,32%), ritornando sopra i 70.000 punti.
Sul fronte macroeconomico, in maggio la produzione industriale è aumentata in Giappone dell'1,7% annuo, in frenata rispetto al 2,0% della lettura finale di aprile ma sopra all'1,4% del consensus. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale cresce invece dello 0,5% come in aprile, contro lo 0,6% atteso. Il mese scorso i nuovi cantieri edili residenziali sono rimbalzati in Sol Levante del 33,9% annuo, in accelerazione rispetto all'11,4% di aprile e sopra al 31,8% del consensus.
In giugno l'indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina ha segnato un recupero su 50,3 punti dai 50,0 punti di maggio, contro i 50,1 punti del consensus. L'indice ritorna sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione dopo la pausa di maggio.
Complessivamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,30% e l'1% contro un rialzo intorno a 2% per lo Shenzhen Composite. Contrastato l'andamento di Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa l'1% (segno opposto per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno allo 0,90%). A Seoul è stata dello 0,97% la crescita del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,51% il ribasso dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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