Asia-Pacific in rally. A Tokyo Nikkei 225 rimbalza del 5,24%
pubblicato:Dopo una seduta in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, rimbalzato del 3,83% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si consolida in un rally generalizzato. A fronte di dati complessivamente positivi in arrivo da Pechino e soprattutto Tokyo, principale fattore rialzista è la speranza di una risoluzione del conflitto in Medio Oriente. Donald Trump ha dichiarato che gli Usa potrebbero lasciare l'Iran in due, tre settimane. "Ce ne andiamo perché non c'è motivo di restare", ha sottolineato, aggiungendo che Teheran non ha neppure bisogno di stringere un accordo con Washington, visto che ora "c'è un nuovo regime". E il clima di estrema fiducia nella regione si concretizza con un rally di quasi il 5% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in declino di circa lo 0,20% a fronte di uno yen in marginale rialzo sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 rimbalza del 5,24% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi del 4,95%). Sul fronte macroeconomico, in marzo l'indice Pmi Jibun Bank del Giappone stilato da S&P Global è sceso su 51,6 punti dai 53,0 punti di febbraio. Il dato è stato però rivisto al rialzo dai 51,4 punti della lettura preliminare. Nel primo trimestre 2026 l'indice Tankan (misura la fiducia delle grandi imprese del Sol Levante) è salito su 17 punti dai 16 punti dell'ultimo periodo del 2025, sui massimi dai 18 punti del quarto trimestre 2021. Il dato si confronta con la lettura invariata su 16 punti del consensus.
Frenata per l'attività manifatturiera di Pechino. In marzo l'indice Pmi della Cina, elaborato da S&P Global in collaborazione con RatingDog, è infatti diminuito su 50,8 punti dai 52,1 punti di febbraio. Tutte ampiamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa l'1,30% e l'1,60% rispettivamente, contro un rialzo intorno all'1,50% per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di circa il 2,30% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso comunque intorno all'1,80%). A Seoul il Kospi spicca il volo con un incremento superiore all'8% mentre a Sydney è stato del 2,24% il guadagno dell'S&P/ASX 200.
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